Mls klinsmann retrocessioni – La Major League Soccer statunitense è un torneo in costante crescita, sia dal punto di vista degli introiti commerciali che da quello della qualità tecnica delle squadre, e attira sempre più calciatori provenienti da ogni luogo del mondo. Sono in molti ad interrogarsi sulle possibilità di farle fare un ulteriore salto di livello, ma c’è chi ha già una soluzione.

Si tratta di Jurgen Klinsmann, tedesco, ex campione del mondo e, dal 2011, allenatore della Nazionale degli Stati Uniti. In un intervista rilasciata alla testata tedesca Rheinische Post, Klinsmann propone di introdurre anche nel campionato statunitense il sistema di retrocessione in leghe minori. La Mls ne è infatti sprovvista ed è una lega simile alla Nba, con 20 franchigie che rimangono stabili nel tempo. “Mi sono svegliato alle sei e mezza di mattina per vedere l’ultimo incontro di stagione dello Stoccarda contro il Paderborn – ha detto Klinsmann – il fatto che club importanti come quello fossero in fondo alla classifica, lottando per non retrocedere, dimostra quanta qualità abbia acquisito la Bundesliga. Negli Stati Uniti il brivido di questa battaglia non esiste“.

Klinsmann vede l’introduzione del sistema di retrocessione-promozione come un modo per stimolare i calciatori a giocare sempre bene, indipendentemente dalla posizione delle squadre in classifica, ma sa che minerebbe gli interessi economici di alcuni. “Il rischio di ritrovarsi improvvisamente in seconda lega sarebbe troppo per gli investitori -commenta il tedesco- ma il lato sportivo ne trarrebbe beneficio. I nostri giocatori che vengono dall’Europa lo sanno bene. Questo migliorerebbe la nostra Nazionale perché ogni settimana ci sarebbe una posta in palio. Che tu sia in cima o in fondo ogni settimana ti dovresti impegnare“.

Dunque, introdurre la possibilità di retrocedere per consentire ai giocatori americani di acquisire quella mentalità e quella fama agonistica necessaria per conseguire un determinato risultato sportivo. Idea effettivamente interessante per gli Stati Uniti ma forse non del tutto proponibile visto che, prima degli interessi di campo, vengono quelli economici.