La richiesta ora si è fatta esplicita. Dopo la quinta asta per il titolo sporivo del Parma andata deserta nella giornata di ieri, i giocatori del Parma hanno deciso di appellarsi pubblicamente ai loro ex colleghi. La situazione è chiara: se il debito non scende (dovremmo essere poco sotto i 30 milioni di euro), nessuno si fa avanti per comprare. Anche se il titolo costa ormai pochi milioni. Bisogna ridurre il debito, e una delle condizioni è che tutti i creditori rinuncino a qualcosa.

I giocatori del Parma lo hanno fatto, gli ex non tutti: Cassano e pochi altri hanno accettato, in questi giorni, una revisione del debito del Parma nei loro confronti. In pratica chiederanno molto meno di quello che gli spetterebbe: circa il 50%. Ma c’è qualcuno che non molla, o che a parole ha detto di voler accettare la riduzione, ma che non ha fatto pervenire l’accordo firmato entro i tempi utili. Ora i giocatori del Parma si appellano agli ex compagni (tra cui Amauri, Felipe, Modesto e altri) perché facciano la loro parte.

“Alla luce dell’asta andata nuovamente deserta e della decisione del Giudice di fissare un’ultima asta il 9 giugno – si legge in una nota – esprimiamo, come giocatori del Parma Fc, tutto il nostro rammarico per essere arrivati fino ad oggi senza che la continuità della società sia stata ancora garantita. Il debito sportivo è ancora troppo alto e siamo consapevoli che i sacrifici che abbiamo fatto non siano sufficienti. Ringraziamo i colleghi che ci hanno seguito, mentre siamo molto dispiaciuti per tutti gli altri che, al contrario, ancora non hanno voluto collaborare. Serve che tutti seguano il nostro esempio e si allineino alla stessa rinuncia fatta dalla squadra”.

“Detto che ognuno di noi – sottolineano Lucarelli e compagni – avrebbe diritto di non rinunciare a nulla di ciò che gli spetta, sia che si tratti di tanto o di poco, non c’è alternativa se si vuole dare una speranza di sopravvivere a questa società. Il futuro del Parma F.c., delle persone che ci lavorano e di chi lo ama davvero è, anche e soprattutto, nelle mani di tutti noi. Il tempo stringe, non bastano le parole, servono i fatti. Da parte di tutti”.