Un pareggio in Inghilterra che vale oro in Italia. Lo 0-0 tra Arsenal e Sunderland fa esplodere di gioia l’Inter, che da tutta la stagione tifa per la salvezza dei Black Cats, arrivata ufficialmente nella serata di ieri grazie al pari che i biancorossi sono riusciti a strappare all’Emirates Park. Grazie a questo punto la squadra rimarrà in Premier League, e quindi sarà costretta – accordi della scorsa estate alla mano – a riscattare Ricky Alvarez per la bellezza di 10,5 milioni di euro. Il prezzo del riscatto era fissato a 11 milioni complessivi, ma il Sunderland ha già pagato 500mila euro al momento del prestito.

La più bella notizia in questo finale di stagione dell’Inter arriva dunque da Londra. Soldi freschi che potranno servire sul prossimo mercato, per il quale i nerazzurri hanno già messo nel mirino da tempo nomi importanti come Yaya Touré e Thiago Motta. In realtà è ancora possibile che il Sunderland provi a rivedere gli accordi presi in estate con l’Inter e a chiedere uno sconto sul prezzo del cartellino di un giocatore che ha deluso anche in Inghilterra: partito bene, alla fine ha concluso la sua stagione con la miseria di 11 presenze in Premier League e nessuna rete in campionato, anche a causa di una serie di infortuni che ne hanno impedito un utilizzo costante da parte di Dick Advocaat.

C’è un piccolo giallo intorno al contratto di Alvarez con l’Inter. L’argentino fino allo scorso anno percepiva 1,6 milioni netti a stagione fino al 2016. Nel maggio 2014 il suo entourage aveva trovato l’accordo con Piero Ausilio per il rinnovo fino al 2018, con uno stipendio che sarebbe salito fino a 2,2 milioni di euro l’anno. Ma nonostante i media avessero dato l’accordo per fatto, l’Inter non ha mai dato comunicazione ufficiale dell’avvenuto rinnovo (come invece ha sempre fatto con tutti i giocatori). Il nuovo contratto dunque potrebbe essere rimasto nel cassetto, in attesa di capire come si sarebbe mosso il giocatore sia in nerazzurro sia poi eventualmente in prestito. Liberandosi di Alvarez l’Inter potrebbe mettere a bilancio anche una plusvalenza, rivendendo di fatto allo stesso prezzo di acquisto un giocatore che negli anni – non solo per gli ammortamenti – si era di fatto svalutato.