Il presidente del Cardiff, Vincent Tan, ha aggiunto un altro club alla sua multinazionale calcistica prendendosi una società belga, il Koninklijke Voetbalclub Kortrijk, conosciuto anche come KV Kortrijk, che gioca nella Juplier League, la serie A belga.

Il miliardario malese ha valutato il club delle Fiandre occidentali, attualmente quinto nella serie A belga a tre giornate dal termine, 5 milioni di euro.

Dopo i bluebirds di Cardiff, quindi, Tan si aggiudica la sua quarta squadra: già detiene una quota di minoranza dei Los Angeles Football Club (che faranno il loro esordio nel 2017 in MLS) e controlla il Sarajevo. Il “braccio” operativo di Tan è l’amministratore delegato del Cardiff, Ken Choo.

Proprio lui ha annunciato l’accordo tra la famiglia De Gryse e Tan per la vendita di azioni del club. Da parte di entrambi – naturalmente – si è parlato di un progetto ambizioso e di lungo termine per il club belga.

Viste le premesse, comunque, pare che la famiglia De Gryse si sia cautelata di non avere con Tan alcuni problemi che sono sorti a Cardiff. Quando infatti Choo dichiara che “si vuole garantire che il club manterrà la sua identità e che la gestione quotidiana del club non cambierà“, il pensiero non può che andare ai problemi che Tan ha avuto a Cardiff dove ha imposto il cambiamento dei colori sociali alla società gallese.

Tan è infatti l’uomo che decise nel 2013 di cambiare la maglia del Cardiff da blu a rosso, prima di passare nuovamente al blu a gennaio di quest’anno, capendo di non poter orientare così radicalmente la mentalità dei tifosi legati alle vecchie divise di una società che del resto è conosciuta come “Blue Birds”.

La stampa belga ha subito insistito su questo punto – anche se stavolta Tan ha scelto un club che già gioca con l’amato rosso -, ragionando anche sulla scelta di Tan, ascrivibile al fatto che i conti del club si presentano perfettamente sani e non gravati da debiti.

Tutti contenti per l’investimento, quindi, ma stavolta Tan è stato vincolato prima che possa disporre liberamente dell’identità del club rischiando di indispettire la piazza come successo a Cardiff.

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