Sperava di tornare a casa con un accordo, invece Mr Bee è partito alla volta di Bangkok con una promessa di riparlarne. Niente accordi, niente firme. Ma la convinzione del broker thailandese non è diminuita: vuole il Milan. O quello o niente. E in un’intervista a Goal.com – risalente a poco prima dell’incontro con Berlusconi di sabato ma pubblicata oggi – spiegava la genesi del suo interesse per il club di Berlusconi: “La Baronessa Rothschild mi segnalò che era possibile un investimento nel Milan. La sua famiglia non è molto interessata al calcio, e come me del resto, mai si sarebbero lanciati in un affare sul quale non avessero nutrito una vera passione. Ho iniziato a seguire il calcio italiano nei primi anni’90 – ha detto nell’intervista Mr Bee –  quando il Milan era fortissimo e la Serie A era il campionato da guardare per eccellenza. Ai tempi ero in Australia, conoscevo tanti ragazzi di origine italiana e insieme a loro seguivo le partite. Mi ha sempre appassionato, mai avrei deciso di investire in un altro campionato. Per questo ho sempre pensato: o investo sul Milan, oppure nulla. Mai avrei potuto investire in un altro club, e avrei declinato comunque l’eventualità di essere coinvolto in un’altra iniziativa. Devo essere coinvolto passionalmente, e soprattutto puntare sempre al massimo. Il Milan è uno dei club più prestigiosi che ci siano, ha il potenziale illimitato”.

Taechaubol ha raccontato anche il suo passato ed il percorso che lo ha portato dove è ora: “A 14 anni facevo il lavapiatti e a 16 ero già nel business dell’immobiliare. Ho lavorato in un ristorante di proprietà dei miei genitori in Australia, volevano che imparassi le vere difficoltà della vita. Poi, ho creato una compagnia online che operava nel mercato immobiliare, che fece ottimi profitti. Il problema fu che la mia famiglia aveva lasciato una gran parte dei suoi investimenti in Thailandia: nel 1997, quando scoppiò la crisi del Sud-Est asiatico, si trovò piena di debiti. Quando lasciai l’Australia – dove sono cresciuto e dove sono diventato ingegnere civile, avevo solo 2.000 dollari australiani in tasca. Per vivere ho lavorato in diverse aziende. Grazie al cielo, sono stato coinvolto in parecchi business nei quali ho comprato a poco e venduto a molto”.

Restano ancora nell’ombra i partner di Mr Bee nell’operazione che lo porterebbe ad entrare nel Milan: si parla del fondo Doyen, della banca cinese Citic, di investitori arabi. “Ho contatti in grado di sostenermi e essere miei soci. Ho sempre avuto tante proposte di società e collaborazioni in affari sparsi in tutto il mondo. Nel tempo – racconta Mr Bee – ho potuto conoscere tante persone nei settori più disparati, per questo se volessi investire su qualcosa non sarebbe difficile per me trovare un partner interessato a seguirmi”.

A Milano, Mr Bee si è presentato con la moglie, che poi è ripartita prima che Berlusconi e Taechaubol si incontrassero di nuovo nell’hotel di Milano. “So di essere fortunato, ho una bella vita. Ma voglio cercare di vivere nella maniera più normale possibile, nel fine settimana porto i miei figli a spasso, andiamo a fare la spesa insieme. Non ho la governante in casa, per dire: voglio che la mia famiglia resti il più normale possibile”.

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