In Italia la Nazionale femminile di calcio non è riuscita negli ultimi anni, pur crescendo, ad affermarsi a livello internazionale. In molti Paesi con una robusta tradizione calcistica come Germania o Brasile, invece, le rispettive selezioni riservate alle donne si sono imposte sul panorama mondiale, assieme a realtà dove le ragazze fanno molto meglio dei colleghi uomini, come Usa e Giappone.

Di fronte ad un movimento in costante crescita, i grandi brand si muovono di conseguenza, progettando e proponendo per tempo le nuove linee per la stagione. A giugno, inoltre, in Canada si giocherà la Coppa del mondo: un evento che tocca da vicino Nike e non solo per l’area geografica. La casa di Beaverton ha nel mirino tre fasce di consumatori, nelle quali vuole crescere maggiormente: oltre a runners e giovani atleti, c’è proprio il reparto femminile.

Obiettivo: 2 miliardi di vendite nel reparto donna entro il 2017

L’obiettivo della Nike è ambizioso: entro il 2017, centrare i 2 miliardi di dollari di vendite dal comparto femminile. La corsa a tale obiettivo è già iniziata. In un mercato valutato in tutto circa 15 miliardi di dollari, la Nike ha deciso di inserirsi sfruttando il Mondiale femminile, attraverso una doppia strategia. La prima: creare un kit che si abbini con gli scarpini.

Mondiali femminili Nike Usa

Oltre alla divisa completa tutta la Nazionale indosserà scarpe da gioco Nike, create per l’occasione. Il kit avrà nel colletto interno le 13 stelle come le colonie iniziali degli Usa, ma non riprodurrà i colori della bandiera statunitense – una scelta azzardata e già critica da parte dei media – e sarà invece bianco con risvolti neri. Bianchi anche i pantaloncini, mentre i calzettoni avranno un colore inizialmente bianco, per poi sfumare verso un giallo fluo che si ricollega direttamente al colore della collezione di scarpini disegnato appositamente per il prossimo Mondiale.
Il Mondiale farà quindi da traino per un settore ritenuto strategico dall’azienda. Tanto che – e qui sta la seconda novità – per la prima volta nella storia il modello femminile sarà disponibile anche nella taglia maschile. Fino ad oggi, Nike ha distinto tra size maschile, femminile e giovani. Una mossa elaborata non tanto per aumentare le vendite in sè (gli uomini non hanno paricolare interesse ad acquistare maglie da donna), quanto per essere più assimilabile ad una precisa strategia di marketing: come sottolineato da Quartz, il pubblico sia maschile che femminile apprezzerà l’esistenza di tale opzione. Inoltre, l’ultima campagna video di Nike Women è stata apprezzata da tutti, non solo dalle donne: il pubblico l’ha infatti giudicata motivazionale.

Nike vuole dunque puntare sui fattori calcio e donna per avere il dominio definitivo in entrambi i comparti. E può farlo, potendo puntare su una fan base in costante crescita, come dimostrano i dati dell’ultima Coppa del mondo maschile in Brasile. Il match degli ottavi di finale giocati dagli Usa di Klinsmann contro il Belgio hanno tenuto incollati agli schermi di Espn ben 16 milioni di telespettatori, contro la media di 15,5 milioni di media delle 5 gare di finale della Nba.
A questi numeri, si aggiungono quelli del calcio femminile. Un fenomeno iniziato con la vittoria del Mondiale del 1991, proseguito con l’immagine delle Soccer Moms sfruttata ai tempi della presidenza Clinton, quindi sfociato in un vero e proprio boom mondiale. Nel 1999 la Coppa del mondo si giocò negli Usa e fu proprio la Nazionale di casa a vincere. La finale al Rose Bowl di Pasadena fu vista da 90mila spettatori, mentre fu di 40 milioni in tutto il pubblico televisivo stimato nei soli Stati Uniti. A segnare il rigore decisivo nella finale fu Brandi Chastain, che esultando si tolse la maglia mostrando il reggiseno sportivo che indossava di sotto.
Mondiali femminili Nike Alex Morgan
Un’immagine che divenne iconica, finendo sulle copertine di Newsweek e Sports Illustrated e che Nike sfruttò in uno spot del 2000 con la stella del basket Kevin Garnett. Negli anni, molte altre giocatrici sono diventate donne immagine del brand del “Baffo”, come il portiere Hope Solo, vincitrice di due medaglie d’oro con la nazionale olimpica ai Giochi di Pechino 2008 e Londra 2012. Dopo i guai della Solo, arrestata nel 2014 per una storia di violenze domestiche in famiglia, oggi la nuova stella degli Usa e di Nike è Alex Morgan, attaccante classe 1989. Giovane, forte, bella: il testimonial ideale.

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