Aumentano i problemi per i club che partecipano alla Ligue 1. Questa volta però non centrano i ricavi derivanti dalle pubblicità e dalle sponsorizzazioni bensì la massa salariale. A quanto pare i club francesi garantiscono ai propri tesserati stipendi più elevanti dei ricavi che ottengono in un anno. Negli ultimi anni infatti, le perdite finanziarie sono cresciute anno dopo anno: nel 2012-2013 la perdita complessiva era di circa 17,5 milioni, nella stagione successiva invece superava i 100.

Questa è una delle principali motivazioni, che spingono possibili investitori a rivedere le proprie strategie, come successo a Marc Coucke, uomo d’affari belga che era intenzionato a prendere in mano il Lille, prima di apprendere che il club aveva perdite finanziarie pari a 16 milioni. Nel complesso, la massa salariale della Ligue 1 è in linea con i criteri imposti dalla Uefa, che prevede un limite del 70% rispetto ai proventi delle società. Tuttavia c’è una grande disparità tra i 20 club del massimo campionato francese. Infatti, sono ben 11 quelli che non rispettano questi criteri. Di questi, il caso più preoccupante è rappresentato dal Rennes che spende il 96% dei ricavi totali per pagare gli stipendi ai propri giocatori (ben 41 milioni su 42.5 complessivi). Altri quattro club sfiorano l’80%Lille, Bordeaux, Montpellier e Tolosa. Appena sopra la soglia stabilita dalla Uefa invece c’è il Saint Etienne che, nonostante sia uno dei pochi club ad avere stabilito un tetto salariale, spende il 76% dei propri ricavi. Nonostante questi numeri negativi, la Uefa si è però dimostrata abbastanza indulgente con le società della Ligue 1, soprattutto perchè devono versare il 75% di tasse sugli stipendi, ben più rispetto agli altri campionati europei. Facendo un esempio significativo, per uno stipendio di 1,8 milioni, un club francese deve versare al fisco circa 904 mila euro di tasse, un club inglese 247 mila ed uno tedesco appena 12 mila. Questo fa si che, nei prossimi anni si prospetta un cambiamento nella gestione economica delle società, senza il quale la maggior parte dei club francesi dovrà inevitabilmente vendere i giocatori migliori per riequilibrare i conti.

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