Bee Taechaubol è sbarcato a Milano. Il thailandese è arrivato a Malpensa domenica e si è infilato in un hotel a 5 stelle di Milano, dove farà base per l’ultima – e forse decisiva – fase della trattativa con Silvio Berlusconi per l’acquisto del Milan. Il broker 41enne, riporta Repubblica, avrebbe detto che il Milan “per me è l’unica opzione, non ho mai preso in considerazione nient’altro nel calcio. Ho ricevuto tre proposte per club della Premier League: Watford, Southampton e Sheffield. Ma le ho rifiutate perché il Milan è la storia del calcio”. Sono le sue prime, e uniche, parole da quando si parla di lui come potenziale prossimo presidente del Milan. Ora Mr Bee punta all’esclusiva nella trattativa, nella quale invece Silvio tiene ancora anche l’altra cordata, quella cinese.

L’Asia Pacific Exchange and Cooperation Foundation, una fondazione con base in America, nata nel 2002 per promuovere la cultura dell’Asia, fa sapere di avere in mano un contatto con il club: “In merito alle recenti dichiarazioni di Mr Fu Yixiang, vice-presidente della Camera di Commercio italo-cinese, precisiamo che non ha affatto un ruolo di rappresentante di Silvio Berlusconi per negoziare con gli investitori cinesi. Siamo in possesso di una lettera dell’ad di Fininvest, che conferma di trattare l’operazione Ac Milan con il consorzio cinese soltanto attraverso Apec e Richard Lee“.

Insomma le cordate sono sempre due, Mr Bee contro Mr Lee, a capitanare due gruppi di investitori dei quali si sa praticamente nulla. Quel che è probabile è – in ogni caso – un ribasso del prezzo del club, valutato un miliardo (da Berlusconi) prima che emergessero i 92 milioni di deficit e soprattutto una svalutazione della squadra data dai risultati tutt’altro che entusiasmanti dell’ultimo periodo. Se Mr Bee riuscisse ad avere la maggioranza, il club potrebbe finire comunque in mani italiane: si parla di Marcello Lippi come direttore tecnico, Paolo Maldini nel ruolo di direttore sportivo e in panchina, un po’ a sorpresa, potrebbe sedere Fabio Cannavaro. Sempre che il Milan di Bee veda mai la luce.

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