Vincent Bolloré non vuole comprare la Sky di Rupert Murdoch attraverso Vivendi, ma punterebbe invece ad imitare il tycoon australiano in fatto di controllo aziendale per poi espandersi nel mercato europeo delle tv puntando su un boccone più alla portata che secondo gli analisti corrisponderebbe all’italiana Mediaset.

II modello che il finanziere francese ha preso a riferimento è appunto quello di 21st Century Fox, dove il Murdoch con una quota azionaria minima (attorno al 13%) ha il controllo assoluto dell’assemblea, grazie alle azioni a voto maggiorato.

Andrebbe dunque in questa direzione la decisione di Bolloré di crescere ancora nell’azionariato di Vivendi portando la sua partecipazione dal 12% al 14,52%, per salire poi al 15% nei prossimi giorni. In questo modo il finanziere bretone, grande azionista di Mediobanca, avrebbe la possibilità, in accordo con i fondi azionisti di Vivendi, di modificare lo statuto e far approvare la norma sul voto doppio introdotto in Francia dalla legge Florange.

Opzione che Bolloré vuole far approvare per arrivare a controllare voti per il 23-24%, visto che avrà la possibilità di sfruttare questa opportunità concessa dalla nominativa vigente solo per una parte della sua partecipazione. In questo modo potrà gestire al meglio il gruppo che dopo le cessioni di Sfr e Gvt (a Telefonica) si ritrova con una dote di 11 miliardi di liquidità e potrà essere uno dei protagonisti del risiko del settore in Europa. Come dimostra l’operazione di acquisizione dell’ 80% di Daily-motion (operatore video online) valutata complessivamente 265 milioni.

Ma non sarà la stessa Sky paneuropea il target di Bolloré. Così come il player inglese Itv, considerato un boccone troppo grosso. Questa è stata l’indicazione operativa arrivati ieri dalle colonne del Financial Times da parte del ceo di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine.

Comunque di opzioni di espansione e acquisizioni nel Vecchio Continente ci sono. Come sostengono gli analisti di Mediobanca Securities, «Mediaset può rappresentare un’opzione strategica interessante per Vivendi, essendo un gruppo di media e contenuti, che permetterebbe al gruppo francese di entrare direttamente nel mercato televisivo italiano e indirettamente in quello spagnolo, visto che Mediaset è leader sul mercato iberico.

Tanto più che nei prossimi mesi Vivendi sbarcherà formalmente in Italia, rilevando la partecipazione della spagnola Telefonica in Telecom Italia: una quota pari all’8%. E se per il finanziere francese, il gruppo di tic deve restare una public company per operare con tutti i principali fornitori di contenuti, come se fosse un’autostrada, per Mediobanca Securities avrebbe senso l’ingresso nel capitale di Mediaset. Tanto più che quest’ultima cerca alleati per la pay tv Premium.

«II business italiano di Mediaset tratta a uno sconto vistoso rispetto ai competitoreuropei: 9,6 volte il rapporto enterprise value/ebit 2016, quando i gruppi comparabili trattano a 13,2 volte, un motivo in più per Vivendi per tentare l’impresa. «Un’operazione con Mediaset, carta contro carta o per contanti, o con un mix delle due opzioni, sarebbe possibile, a nostro avviso», concludono gli analisti di Mediobanca che sul titolo Mediaset confermano il rating outperform e il target price a 4,74 euro. Uno scenario che ha dato una spinta al titolo del Biscione, che ieri ha chiuso a 4,6 euro ( 2,22%).

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