“Ha già risposto Moratti, non c’è un progetto. Che io sappia non c’è nulla, l’ha già confermato Moratti. Speriamo solo che l’Inter vada bene, che la squadra si consolidi e che Mancini ottenga gli obiettivi che si è prefissato”. Arriva così anche la smentita di Marco Tronchetti Provera al possibile piano dell’ex patron per riprendersi l’Inter, nel quale il presidente della Pirelli sarebbe stato coinvolto direttamente, non solo come sponsor. A margine della presentazione a Milano dell’Albero della Vita, nell’ambito di Expo 2015, Tronchetti Provera ha negato la possibilità che Thohir lasci il comando della società per restituirla a Moratti, il quale aveva già negato tutto nell’arco di poche ore.

Secondo molti, ed è quanto risulta anche a Calcio&Finanza, il progetto in realtà esisterebbe eccome. Sarebbe al momento poco più di un’idea, una valutazione che l’ex presidente starebbe facendo, tentato dall’idea di rimettersi alla guida di una società che si è trasformata molto e che gli mancherebbe non solo come tifoso. Il piano di Moratti, coadiuvato dall’altro ex presidente dell’Inter Ernesto Pellegrini, sarebbe in mano agli analisti che ne starebbero studiando la fattibilità. Il progetto prevederebbe una forma di azionariato popolare nella quale Moratti vorrebbe coinvolgere soci vip e almeno 20mila soci minoritari che mettano nelle casse dell’Inter circa 1000 euro a testa. Questo produrrebbe un’iniezione da almeno 20 milioni di euro l’anno.

Moratti presidente col 29,5% delle quote

Il piano non prevederebbe che l’ex patron torni ad avere il 100% della società: Moratti rimarrebbe con il 29,5% che ha oggi come socio di maggioranza relativa, arrivando quindi a controllare il club senza spendere un euro. Si lavorerebbe invece sul 70% in mano a Thohir (il restante 0,5% è ora frastagliato in quote non rilevanti tra i piccoli soci), che verrebbe acquistato da una società ad hoc, in gergo chiamati veicoli, in cui confluiranno le quote dell’azionariato popolare. Al momento continuano ad arrivare smentite dai diretti interessati, ma il progetto c’è. Nella testa di Moratti, e su qualche tavolo dell’alta finanza milanese.

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