Richard Lee parla per la prima volta del Milan, o meglio dei suoi rapporti con l’uomo che potrebbe vendergli un pezzo – o tutta – la società rossonera: Silvio Berlusconi. Il (presunto) rappresentante della cordata cinese che sarebbe in competizione con quella guidata da Bee Taechaubol (il thailandese ieri era in Italia) ha incontrato l’ex Cavaliere nella sua casa di Arcore la scorsa settimana. E intervistato da Repubblica ha spiegato i suoi piani: “In Italia ho il titolo di commendatore. Amo il vostro paese e la sua gente e voglio essere un piccolo ponte sulla Via della Seta tra la mia terra natale e l’Italia: sia per il business sia per gli scambi culturali. Mister Berlusconi ed io abbiamo la stessa visione delle cose. In questa fase non posso aggiungere altro”.

Al momento la cordata del thailandese Mr Bee sembra in vantaggio, in una corsa nella quale si conoscono solamente gli ambasciatori, e non i reali mandanti dell’operazione. Sia da Bangkok che da Pechino sono in corso le due diligence sui conti del Milan, dalle quali potrebbero ermergere delle sorprese: pare che il deficit di bilancio sia ben più alto dei 60 milioni di euro di cui finora si era parlato. Eppure non sarebbe un problema per la trattativa per nessuna delle due cordate. Anche se il prezzo è ancora tutto da stabilire. Berlusconi valuta il Milan un miliardo di euro (più 256 milioni di debiti con le banche), il thailandese Bee avrebbe offerto 500 milioni per il 60% del club, e può vantare dalla sua il preaccordo con Fininvest che contiene una penale per Berlusconi nel caso di mancata cessione del club. Inoltre Bee ha già mostrato la sua rete di contatti: sponsorizza la Gls di Fabio Cannavaro, Pablo Dana e James Davis-Yandle, la società che gestirà per il ministero dell’educazione cinese la diffusione del calcio nelle scuole del paese.

Richard Lee – Milan, mistero sui reali acquirenti

La cordata cinese invece sembra poter contare addirittura sull’appoggio diretto del governo di Xi Jinping. Ma la realtà è che non si sa ancora chi si nasconda dietro la figura di Richard Lee, uomo d’affari facoltoso, ma non certo in grado di sostenere da solo un’operazione come quella dell’acquisto di uno dei club più importanti al mondo. Le voci circolate su Wanda Group di Wang Jianlin e su Future Cola di Zong Qinghou sembrano sempre meno probabili. Rimane in piedi la pista che porta al magnate cinese delle bibite, “Mr Pink”, smentita da Fininvest ma non del tutto da scartare. Almeno per ora.

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