Tottenham, no alle spese folli: il presidente Levy cambia strategia per il mercato

Squadra da sempre ambiziosa ma poco vincente, il titolo del prossimo capitolo sportivo del Tottenham Hotspur potrebbe essere “Ritorno al passato”. E di ben 10 anni. In Inghilterra…

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Squadra da sempre ambiziosa ma poco vincente, il titolo del prossimo capitolo sportivo del Tottenham Hotspur potrebbe essere “Ritorno al passato”. E di ben 10 anni. In Inghilterra infatti, il noto quotidiano Daily Mail, scrive che il proprietario del club inglese Daniel Levy, dopo il clamoroso flop della campagna acquisti 2013, avrebbe comunicato ai tifosi la decisione di operare un taglio netto al budget di spesa nelle prossime finestre di calciomercato.

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E non perché il club attraversa un crisi finanziaria o non abbia mezzi a disposizione per rafforzare ulteriormente la squadra. Si tratta piuttosto del contrario.  Perché con il surplus finanziario determinato dalla cessione di Gareth Bale al Real Madrid, il club non ha saputo rinnovarsi e, con una montagna di liquidi da poter reinvestire sul mercato, i londinesi hanno fallito nella scelta dei nomi per provare finalmente la scalata alla Premier: Erick Lamela dalla Roma per 35 milioni, Paulinho dal Corinthians per 19,2, Soldado dal Valencia per 29,3, Capoue dal Tolosa per poco più di 10, finanziati tutti dall’addio dell’attaccante gallese, avrebbero dovuto alimentare le ambizioni di un club vissuto spesso nell’ombra dei più blasonati Arsenal, United e Liverpool. E che invece hanno deluso tutti, dirigenza e tifosi compresi.

Puntare tutto sulla valorizzazione dei giovani potrebbe rivelarsi un azzardato, ma tant’è: Levy ha sottolineato che i punti fermi della prossima gestione sarà l’acquisto di giovani promesse ai quali non manchi un certo potenziale di rivendita. E senza fare follie: 10-15 milioni al massimo, anche per non scommettere troppo con la salute finanziaria del club. Harry Kane potrebbe essere, in tutto e per tutto, il simbolo del nuovo corso a White Hart Lane: un giocatore cresciuto in casa, lanciato in prima squadra al momento giusto e che, dopo una sola stagione, potrebbe essere rivenduto per non meno di 40 milioni. Ma in Inghilterra tuttavia non tutti sono convinti e non sono mancate le critiche a Levy: il Tottenham, scrive in Daily Mail, con questa politica, rischia di cadere in basso.