Nonostante i Mondiali in Brasile siano terminati da nemmeno un anno, alcuni stadi costruiti per l’occasione sono già in vendita. L’ultima edizione dei Campionati Mondiali di calcio, andata in scena la scorsa estate, tra manifestazioni di protesta e città paralizzate, continua a far discutere. Molti dei cittadini che erano scesi in piazza durante la competizione, per protestare contro lo sperpero di denaro pubblico, utilizzato per costruire gli impianti piuttosto che per migliorare l’educazione, il trasporto pubblico e gli alloggi popolari, oggi possono dire di averci visto giusto.

Notizia inaspettata

Due degli impianti costruiti proprio per ospitare la fase finale dei Mondiali 2014, infatti, oggi sono stati messi in vendita da uno dei costruttori, nonchè proprietario, OAS, al centro di uno scandalo per corruzione che coinvolge altre 23 imprese edilizie. Gli stadi in questione sono l’Arena das Dunas di Natal, dove disputa le proprie partite casalinghe l’ America de Natal, un club di terza divisione e il Fonte Nova di Salvador, dove invece gioca il Bahia, squadra di seconda divisione.  Alla base di tutto ciò, secondo le informazioni raccolte dalla polizia, ci sarebbe appunto lo scandalo sulle tangenti ed il mancato accordo economico per l’affitto tra il consiglio direttivo dei club e i rappresentanti di OAS. Anche lo stadio di Brasilia, il più costoso del mondo, è al centro dell’attenzione a causa delle difficoltà di generare reddito sufficiente, tanto che negli ultimi tempi è sede di 3 uffici governativi e addirittura viene utilizzato per celebrare matrimoni.