Messi-Fondazione Barcellona contro la Chagas
Messi testimonial di un nuovo spot

Messi-Fondazione Barcellona, un binomio vincente quando si ha come obiettivo quello di sensibilizzare l’opinione pubblica su una nuova malattia. Durante una conferenza stampa che si è svolta Martedì al Camp Nou, intitolata “Pronti a combattere collettivamente la Chagas“, la stella dell’Argentina e del Barcellona, ha dato la propria disponibilità a comparire come testimonial nel nuovo spot.

Medici ed esperti illustri

Alla conferenza stampa hanno partecipato medici e personalità illustri: innanzitutto c’era Pedro Albajar-Viñas, il responsabile del programma di controllo della malattia di Chagas presso l’OMS, ossia l’ Organizzazione Mondiale della Sanità. C’ erano anche Marcelo Leguizamòn, il medico responsabile del progetto per la Leo Messi Foundation, Joao Carlos Pinto, il figlio dello specialista che scoprì la malattia, Ramon Pont, il vicepresidente della Fondazione Barcellona e Rodrigo Messi, il presidente della Fondazione del talento argentino. Inoltre hanno collaborato a questa iniziativa anche Gillette e Hotel Principessa Sofia.

Cos’ è la malattia di Chagas?

Si tratta di una malattia potenzialmente mortale e congenita, qualora non venga curata immediatamente. E’ causata dal morso di un parassita e trasmessa da alcuni insetti che generalmente vivono nelle zone rurali o peri-urbane dell’ America Latina. L’infezione può avvenire anche tramite una trasfusione di sangue contaminato o tramite il trapianto di organi infetti.

Numeri preoccupanti

L’ obiettivo del duo Messi-Fondazione Barcellona è quello di impegnarsi a studiare a fondo questo problema che, secondo una stima, colpisce circa 10 milioni di persone che hanno già contratto la malattia in tutto il mondo, mentre sono oltre 25 milioni quelle a rischio. Il medico brasiliano che ha scoperto per primo questa malattia nel 1909, Carlos Ribeiro Justiniano Chagas, sostiene che tale malattia possa uccidere 10.000 persone ogni anno. Il nuovo spot si sofferma soprattutto sulla possibilità di trasmissione della malattia tra madre in gravidanza e figlio, che è di circa il 5%.