Dopo due anni di lavoro, anche i calciatori hanno il diritto di essere assunti a tempo indeterminato. E’ la sentenza, storica, di un tribunale tedesco al quale si è rivolto l’ex portiere del Mainz Heinz Muller, il cui contratto è scaduto la passata stagione e che la dirigenza della società non ha voluto rinnovare. Il giocatore si è rivolto al giudice e il tribunale del lavoro gli ha dato (inaspettatamente) ragione.

Il Mainz ha annunciato ricorso

Si tratta tuttavia della sentenza di primo grado: il Mainz infatti, con il suo presidente Harald Strutz, ha già annunciato che presenterà ricorso per ribaltare la clamorosa decisione della corte, contenuta in un documento lungo 14 pagine. Ruth Lippa, portavoce della corte, per motivare la sentenza, ha fatto riferimento alle norme che regolano il lavoro a tempo determinato: “Secondo la legge, non si può andare oltre un periodo di due anni se non in presenza di una ragione concreta che, in questo caso, non è stata prodotta”.

Un effetto pari alla sentenza Bosman

Secondo Strutz tuttavia, la sentenza può avere il medesimo effetto di quella del 1995, la famosa “sentenza-Bosman“, che riconobbe ai giocatori la possibilità di trasferirsi liberamente al termine del contratto senza dover versare alcun indennizzo al club di appartenenza. “Se dovessimo garantire un contratto a tempo indeterminato ad ogni calciatore, ci ritroveremmo con 50-60 elementi in rosa“, ha dichiarato, spiegando i motivi che vogliono come prassi abituale, giuridicamente consolidata, la stipulazione di contratti a durata pluriennale ma non per tutta la lunghezza carriera.

Se confermata, la sentenza produrrà il reintegro del calciatore in rosa

Lippa tuttavia ha aggiunto che un calciatore può liberamente optare per un contratto flessibile di più breve durata, purchè tutto rimanga all’interno del quadro legislativo. Ma se nei prossimi gradi di giudizio verrà confermata la sentenza, il Mainz dovrà procedere al reintegro del giocatore, ma, ancor più importante, si produrrebbe un precedente che andrebbe a scardinare l’attuale sistema contrattuale che disciplina i rapporti tra club e giocatori in ambito professionistico.

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Nato a Roma nel 1984, dopo la facoltà di Scienze Politiche il salto nel giornalismo sportivo con una collaborazione triennale con Canale Inter.