Risultati 2014 in linea con le attese per Mediaset che torna al dividendo dopo tre anni. Il gruppo controllato dalla Fininvest (cui fa capo anche il controllo del Milan) ha chiuso il bilancio 2014 con un utile netto in crescita a 23,7 milioni (da 8,9 milioni) su ricavi netti stabili a 3,414 miliardi. In Italia i ricavi pubblicitari lordi sono calati del 3,8% a 1,982 miliardi.

Alla luce di questi risultati il cda presieduto da Fedele Confalonieri proporrà agli azionisti la distribuzione di un monte dividendi di 22,7 milioni pari a 0,02 euro per azioneMediaset rivede il dividendo dopo due anni in cui aveva lasciato a secco i soci.

“La decisione” di tornare a distribuire un dividendo “è legata alla fiducia che abbiamo per il futuro”, ha spiegato il chief financial officer di Mediaset, Marco Giordani, in una conferenza telefonica con gli analisti. “Certamente l’ammontare in assoluto non è molto significativo” ma la scelta “è un indicatore della nostra fiducia”. “Per tornare ai vecchi tempi”, quando le cedole erano più sostanziose dei due centesimi ad azione di quest’anno, “dobbiamo aumentare la redditività”.

Per quanto riguarda l’esercizio in corso, Mediaset segnala che “la dinamica del mercato pubblicitario di inizio 2015 conferma il progressivo miglioramento rispetto ai trimestri precedenti”. In particolare, in Italia il gruppo ha registrato “segnali di miglioramento” a febbraio e il mese di marzo “si attesta sui livelli dello scorso anno”. Il contesto generale comunque rende al momento “difficilmente prevedibile” l’andamento del mercato pubblicitario e per questo il gruppo non è in grado di stimare “attendibilmente” i risultati economici consolidati 2015.

Premium non è in vendita ma il biscione cerca partner

Per Premium “stiamo cercando partner, non acquirenti”. Così il chief financial officer di Mediaset, Marco Giordani, ha ribadito agli analisti la volontà del gruppo di realizzare partnership nella tv a pagamento ma di non cedere il controllo dell’asset. Mediaset Premium è partecipata all’89% da Mediaset e all’11% da Telefonica. Nei mesi scorsi il gruppo era stato in contatto con diversi broadcaster, a cominciare da Vivendi (cui fa capo il controllo di Canal+), Al Jazeera e Telecom Italia, per un’alleanza anche azionaria nella controllata della pay-tv.