Liverpool e Manchester United, domani, nella suggestiva cornice di Anfield Road, si sfidano in un match in cui in palio non c’è il titolo. Ma un confronto tra Red Devils e Reds non è mai banale e anche quello in programma domani non lo è. Perché in una stagione tribolata per entrambe le squadre, la gara potrebbe valere l’ipoteca ad un posto tra le prime quattro classificate in questa edizione della Premier 2014/15.

In palio domani, non solo tre punti ma il possibile aggancio all’Europa che “conta”

L’obiettivo è accedere alla prossima edizione della Champions League. Direttamente o via preliminare poco importa: in palio non ci sono solo tre punti, ma 70 milioni di buoni motivi per portarsi a casa la vittoria. E’ il valore della qualificazione nell’Europa che conta, quella dei “grandi”, tra i soldi delle tv e incassi previsti al botteghino. Una vittoria infatti, per Van Gaal significherebbe staccare i rivali di 5 punti con otto partite da giocare. Vincere, per Rodgers significherebbe accorciare il gap che lo separa dagli eterni rivali e sognare il clamoroso sorpasso. Un pari, ovviamente, terrebbe tutti col fiato sospeso fino al termine della stagione. Ma , a tremare, nell’uno e nell’altro senso, sarebbero le casse dei due club.

Per Liverpool e Manchester la vetrina europea è fondamentale

Il Manchester United aspira ad un ritorno immediato in Champions League ancor più del Liverpool. Il club della famiglia Glazer infatti, si sta leccando le ferite dall’ultima non partecipazione lasciata in eredità dalla disastrosa gestione post Ferguson di David Moyes, per la quale si stimano mancati ricavi per ben 50 milioni di sterline. Quest’anno, il mancato aggancio all’Europa, vale, come detto, ben 70 milioni di sterline, grazie anche al nuovo accordo con BT Sport, che garantirebbe ben 20 milioni extra.

Senza Champions sponsor e investitori dello United in allarme

Poi ci sono i contratti di sponsorizzazione, in cui l’analisi finisce sempre per riguardare il team guidato dal tecnico olandese. Con Adidas lo United ha stretto un patto da 940 milioni di euro in dieci anni. Ma senza la qualificazione all’Europa per due anni consecutivi, la multinazionale bavarese ridurrebbe il compenso previsto del 30% (22,5 milioni di sterline l’anno in meno), con un mancato introito complessivo di ben 100 milioni. Ma il mancato accesso alla prossima Champions League non impatterebbe in negativo solo sugli accordi di sponsorship: ne risentirebbe infatti tutta la rete commerciale dello United, oggi molto concentrato a spremere il mercato asiatico con lo sfruttamento del suo brand globale; metterebbe in allarme poi gli investitori, che considererebbero gli scarsi risultati un trend negativo sul quale riflettere per operazioni finanziarie future; deprezzerebbe il valore delle azioni del club alla borsa di Londra.

Match day e premi Uefa. Oltre ai milioni dalle tv

C’è poi da considerare i ricavi da stadio. I match day all’Old Trafford, in Champions, frutterebbero 2 milioni di sterline (stessa cifra, euro più, euro meno, anche per il Liverpool) a gara e la pioggia di milioni dalle tv: l’ultima apparizione europea, stagione 13-14, per lo United eliminato dal Bayern Monaco ai quarti di finale, ha fruttato l’incredibile cifra di 31,3 milioni di sterline dal solo broadcasting televisivo, come sottolinea il Daily Mail. E i premi garantiti dalla Uefa: 800 mila sterline per la vittoria, 415 mila per un pari.

Domani, infine, la gara sarà trasmessa in 645 milioni di case in 175 paesi del mondo. In mondovisione dunque. Ecco perchè, in palio, non solo una vittoria da tre punti.

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