Un Mondiale in inverno è un evento più unico che raro nella storia della Coppa del mondo. Ma Qatar 2022, per questioni climatiche, è stato posticipato ai mesi tra novembre e dicembre, suscitando non poche reazioni da parte di club e leghe professionistiche, che non hanno accolto troppo favorevolmente la decisione presa da Zurigo.

Il maggior danno alle Leghe europee è economico

Le nuove date stabilite dalla FIFA (21 novembre-18 dicembre) sono infatti al centro del tradizionale svolgimento della prima fase dei maggiori tornei europei e internazionali (quella che va da agosto a dicembre), e non pochi problemi creano per una riformulazione ad hoc dei calendari domestici e continentali. Ma per Frederic Thierez, presidente della European Professional Football League, il maggiore effetto della decisione presa dall’Esecutivo FIFA  è economico: per questa ragione, Thierez ha dichiarato di voler sostenere qualsiasi azione legale che le singole leghe vorranno intraprendere nei confronti dell’organo di governo del calcio mondiale. Thierez ha sottolineato inoltre che un Mondiale a maggio “è perfettamente possibile” e che la decisione di spostare il torneo in inverno dimostra la mancanza di una buona governance in seno agli organismi di governo del football internazionale.

Anche Tebas, numero uno della Liga, non esclude la richiesta di risarcimento

Protesta alla quale si somma anche quella di Javier Tebas, numero uno della Liga spagnola, che ha insistito su come un Mondiale in inverno danneggi il campionato, e in più di un senso: da una parte con l’afflizione dei contratti tv; dall’altra invece, con l’inattività delle decine di giocatori che non prenderanno parte alla manifestazione in Qatar. Anche Tebas dunque non esclude la possibilità di richiedere un risarcimento all’ente con sede a Zurigo, nonostante ieri sia arrivata l’ufficialità sull’ammontare dell’indennizzo destinato ai club: ben 195 milioni di euro.

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