La doccia gelata è arrivata ieri sera dal Tribunale federale. Il Brescia Calcio, che dopo quasi trent’anni di gestione è passato dalla famiglia Corioni alla società milanese Profida Italia, dovrà scontare 6 punti di di penalizzazione per le note inadempienze economiche. Risultato? La società ora è ultima in Serie B con 27 punti.

La retrocessione sta spalancando inesorabilmente le sue porte alle Rondinelle. Solo un miracolo potrebbe salvare la squadra di Calori e così il Brescia Calcio ha deciso di prendere in mano la calcolatrice e fare i conti di quanto costerà questa possibile retrocessione in Lega Pro. La società lombarda avrebbe, infatti, già messo al lavoro dei tecnici chiedendo loro di preparare una stima nel malaugurato caso in cui la situazione attuale non fosse più recuperabile. Il conto è piuttosto facile. La perdita di categoria costerà al Brescia circa 3,5 milioni di euro. Colpa in primis dei diritti televisivi che scompaiono, anche se la Lega Pro conta con la prossima stagione di mettere a pagamento il canale web Sportube sul quale da quest’anno vanno in onda tutte le partite del campionato, per ora gratuitamente. Una voce da quasi 2,5 milioni di euro (che comprende anche pubblicità e sponsor). Poi mancheranno i 3,3 milioni di euro garantiti dalla mutualità della Lega Calcio e bisognerà vedere cosa ne verrà fuori dalle plusvalenze provenienti dalle cessioni, che in chiusura di bilancio al 30.6.2014 furono pari a 14.182.529. Dal botteghino, inteso come biglietti, in serie B in un anno si recuperano circa 200 mila euro, mentre con gli abbonamenti si viaggia sui 500 mila euro. Cifre difficilmente pensabili in Lega Pro.

Brescia, ancora non quantificabile l’appoggio di Ubi e Infront

Il Brescia dovrebbe contare sui soldi di Ubi Banca che, con il suo ok all’operazione targata “Sagramola – Profida Italia”, ha permesso al club di non fallire, mentre Infront non elargirà denaro, come spiegò qualche tempo fa a Calcio&Finanza il direttore generale di Infront Italy, Giusseppe Ciocchetti, direttamente nelle casse delle Rondinelle, ma solo per finanziare un eventuale nuovo stadio nella città lombarda. I nuovi introiti arriveranno dalla Lega Pro che prevede una mutalità che si divide tra un 60% della legge Melandri (tutto quello che si raccoglie viene diviso in parti uguali tra 60 squadre) per un totale di circa 250mila euro e un 40% che varia di squadra in squadra e va a premiare il lavoro del settore giovanile, il bacino d’utenza, il minutaggio dei giovani e la posizione in classifica. Se il Brescia dovesse ripartire dalla terza serie potrebbe pensare di incassare 350mila euro, non di più. C’è poi il mini paracadute di chi retrocede dalla serie B: 900mila euro per la quart’ultima, 800mila per la terz’ultima, 700mila per la penultima e 600mila per l’ultima classificata.