Un risultato (3-0), quello ottenuto con merito ieri negli ottavi di finale di Champions League contro il Borussia Dortmund, che assomiglia molto a un target di bilancio (300 milioni di euro), ovvero i ricavi della gestione caratteristica che la Juventus, secondo le stime di Banca Imi, dovrebbe raggiungere solo nella stagione 2015/16.

Nonostante la perentoria vittoria della squadra di Massimiliano Allegri sul campo del BVB, che è valsa l’approdo ai quarti di finale della principale competizione europea per club e che porterà circa 9 milioni di ricavi in più nel bilancio 2014/15 del club presieduto da Andrea Agnelli, difficilmente la Juve riuscirà a superare con un anno di anticipo la soglia dei 300 milioni di euro di fatturato solo grazie l’approdo ai quarti. A meno che Tevez e compagni non riescano nell’impresa di qualificarsi per una storica semifinale.

I conti sono presto fatti. Ipotizzando l’eliminazione della Juve al prossimo turno, la partecipazione alla Champions League 2014/15 dovrebbe portare nelle casse del club circa 72,95 milioni di euro. Così ripartiti: 8,6 milioni di partecipation bonus, 22,75 milioni per la prima quota del market pool Uefa (il 55% dei 40,5 milioni destinati ai due club italiani che hanno partecipato alla competizione), 22,85 per la seconda quota relativa al market pool (calcolata invece in proporzione al numero di gare disputate), 3,5 milioni in virtù delle tre vittorie e del pareggio ottenuti nella fase a gironi (1 milione a vittoria e 0,5 milioni per il pari), 3,5 milioni e 3,9 rispettivamente quali bonus per l’approdo agli ottavi e per la qualificazione ai quarti, cui si aggiungono 8,34 milioni di incassi al botteghino per le quattro partite finora disputate allo Juventus Stadium.

Un bottino solo parziale, considerato che la Juve è ancora in corsa in Champions, che si va ad aggiungere ai circa 94 milioni che il club bianconero dovrebbe ricevere come quota parte dei diritti tv della Serie A, ai 33,66 milioni circa che dovrebbe incassare dal botteghino per tutte le gare (campionato, coppa Italia, amichevoli) diverse rispetto alla Champions, ai circa 24 milioni di altri ricavi (iniziative commerciali legate al J-Museum, Membership, Stadium Tour, contributi Lega Serie A, sopravvenienze attive, ecc.) in parte già contabilizzati (12 milioni nel primo semestre), e ai 60,29 milioni tra ricavi commerciali e sponsor (sempre che anche quest’anno Sergio Marchionne decida di aprire il portafoglio concedendo il bonus di 6 milioni in più rispetto ai 13 milioni garantiti dall’accordo tra Juve e Jeep), per un totale di 285,39 milioni.

Se a questi aggiungiamo i circa 3 milioni di euro di incassi che la Juventus ha l’ambizione di fare suoi grazie alla vendita dei biglietti per la partita casalinga dei quarti di Champions (sarebbe il nuovo record assoluto di incassi per lo Stadium) si arriva a 288,39 milioni.

Si tratta di di circa 9,06 milioni di ricavi in più rispetto ai 279,33 milioni dello scorso bilancio, il quale aveva beneficiato tuttavia del contributo erogato dall’Uefa per l’organizzazione allo Juventus Stadium della finale di Europa League, stimato in circa 4,7 milioni.

juventus, impatto champions su ricavi

L’impatto sui ricavi della Juventus in caso di passaggio in semifinale

Ipotizziamo ora che la Juve riesca a qualificarsi per le semifinali. Solo il premio per il passaggio del turno porterebbe nelle casse della Juventus altri 4,9 milioni, facendo salire il fatturato a 293,29 milioni. Con altri 3 milioni circa di incassi al botteghino si arriverebbe a 296,29 milioni.

Va però considerato che con l’approdo in semifinale la Juventus verrebbe a disputare ben 12 partite contro le 6 disputate dalla Roma, modificando la ripartizione della seconda tranche del market pool. La quota dei giallorossi scenderebbe pertanto a 13,36 milioni, mentre quella dei bianconeri salirebbe a 26,73. Circa 3,88 milioni in più rispetto ai 22,85 milioni garantiti dall’approdo ai quarti e che sommati ai 296,29 milioni porterebbero i ricavi della vecchia signora a 300,17 milioni.

3 COMMENTI

  1. E’ scandaloso che ci sia qualche “solone” (e non mi riferisco all’autore di questo articolo) probabilmente stipendiato da qualcuno che scrive dei “rapporti” sulla gestione della Juventus che poi CASUALMENTE vengono ripresi da siti di giornalisti di primaria rilevanza anzi “apparenza” della principale paytv italiana ma anche da soliti fogli venduti in eidicola cortigiani e mistificatori , che epr fare propaganda su proprietà e dirigenza della Juventus “abbellisce” ogni dato relativo agli esercizi di bilancio della Juventus anzichè spioegare cosa davvero significano quei dati. Il riferimento per esempio è a tutti coloro che non spiegano come la Juventus sia una società che si regga esclusivamente sui diritti tv della Champions grazie anche al fatto di avere solo 2 club italiani partecipanti (se i club fossero 4 quindi i ricavis arebbero dimezzati) , mentre i ricavi strutturali, ovvero quelli da stadio e commerciali sono i più riicoli d’Europa rispetto alle potenzialità e al bacino di tifosi del club. Il concetto fodnamentale che viene isnabbiato quindi è che la Juventus ha la peggiore proprietà d’Europa di un club di calcio che non ha saputo nonostante 80 anni di gestione sviluppare i ricavi del club, un record negativo nel mondo dello sport mondiale. Una proprietà che gestisce il club non con i propri soldi, come per esempio hanno fatto Moratti e Berlusconi che quindi non hanno speculato sui tifosi e nemmeno quotato le loro squadre in Borsa per speculazioni e interessi personali extracalcistici,ma con i soldi che gli appassionati danno al club sottoforma di abbonamenti alla paytv. Una dinamica consolidata ormai da decenni considerata legittima e normale senza che ci sia alcuna protesta, manifestazione di dissenso, ma anche eprfino un dibattito, un confronto,e questo può avvenire solo in Itaglia e ancor più nella Gran anomalia Torino

  2. Alessandro, il tuo commento è alquanto fumoso, non si capisce dove vuoi arrivare, ma mi pare di intravedere del pregiudizio. La juventus e’ l’unico club italiano che si è dotata di una struttura societaria degna di questo nome, ha uno stadio di proprieta’ e delle attivita’ di merchandising in crescita. Gli incassi da diritti tv sono ancora parte preponderante dei suoi ricavi, è vero, ma credo stiano lavorando per alzare la percentuale non dipendente da questa voce. Citi Moratti e Berlusconi come esempi da seguire, ma visto come sono finite le squadre che gestivano non mi pare appropriato: non appena il fiume di denaro a perdere che questi magnati riversavano sui club si è interrotto la crisi è diventata inarrestabile, e non si capisce come sarebbe potuto essere diversamente

LASCIA UNA RISPOSTA:

Please enter your comment!
Please enter your name here