Solo poche ore fa l’amministratore delegato del Milan Adriano Galliani aveva tracciato la strada che il suo Milan avrebbe dovuto seguire fino al termine della stagione. Il Milan deve raggiungere come minimo il traguardo Europa League, ma a rovinargli tutto è stato il ribaltone firmato Gonzalo Rodriguez – Joaquin, che al Franchi di Firenze ha reso vana la rete di Destro, per il momentaneo vantaggio rossonero.

Avanti con Inzaghi“. Aveva detto prima del 2-1 di Firenze Galliani ai microfoni di Milan Channel, dopo aver smentito qualsiasi incontro con l’Empoli per sondare il terreno con il tecnico Maurizio Sarri. Ma la sconfitta in casa viola questa volta sembra mettere a serio repentaglio la stagione rossonera. Infatti, ora il sesto posto, che vuol dire Europa League, è sempre più lontano e il Milan rischia di perdere importanti risorse finanziarie, almeno fino a quando non si esaurirà il toto investitore che in questi giorni sta scaldando le giornate di Milanello.

Scivolone Milan, ci perderà anche la città di Milano

Tra il 2010 e il 2013, dove il Milan ha partecipato ininterrottamente alle competizioni continentali, i ricavi provenienti dalla Uefa sono stati pari a 157 milioni di euro. L’Europa League può spingersi fino a 25 milioni di euro e in un momento storico in cui i bilanci sono da tenere strettamente sotto controllo anche la sorella minore della Champions League fa venire l’acquolina in bocca. La preziosa somma si calcola mettendo insieme i premi Uefa e il market pool (divisione dei proventi da diritti televisivi), ma non bisogna dimenticare gli incassi provenienti dal botteghino e i bonus che ogni club ha contrattato con i propri sponsor. Qualora Inter e Milan non dovessero centrare l’obiettivo Europa ne risentirebbe anche la città di Milano. Una possibilità, alla luce del pareggio dei nerazzurri in casa con il Cesena e la sconfitta del Milan contro la Fiorentina, sempre meno remota. A perderci, oltre che alle due squadre, lo farà ancora una volta la città di Milano. Per fare un esempio, quando le milanesi giocarono entrambe per l’ultima volta la Champions league generarono un indotto turistico stimato in quasi 80 milioni tra ricettività, ristorazione, shopping, trasporti. Non solo ma il brand dello stadio Meazza di San Siro valeva circa 30 miliardi di euro come ritorno di immagine internazionale per il capoluogo. Lo studio fatto dalla Camera di Commercio rivelò che la sola semifinale di Champions League Inter – Barcellona valse per la città di Milano e la Lombardia quasi 14 milioni di euro di indotto turistico, di cui circa 3 milioni in shopping, 4,6 milioni nei servizi di ristorazione a cui bisognava aggiungere quasi 4 milioni nelle spese di alloggio e circa 850mila euro nei trasporti. Un indotto ben difficile da raggiungere se le due squadre continueranno a non giocare alcuna manifestazione continentale.

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