Doveva essere la partita “riparatrice”. Si sta trasformando in un coro di no. Insomma, l’amichevole Italia-Olanda da giocare dopo i fatti accaduto a Roma prima del match contro il Feyenoord non s’ha da fare. All’entusiasmo del sindaco Ignazio Marino sono seguite le frenate di Carlo Tavecchio e della Federcalcio Oranje.

Il no delle federazioni

“Troviamo anche noi triste quanto è successo a Roma, ma noi non ne siamo coinvolti. Questi tifosi di club si sono comportati male in una città straniera. La vicenda riguarda una competizione che non è organizzata dalla Knvb. Sarebbe strano se agissimo”: è la posizione della Knvb, la federcalcio olandese, tramite il portavoce Bas Ticheler. Un no che è spiegabile anche attraverso il calendario internazionale: troppo pieno da una parte, dall’altra contano gli accordi tra federazioni e su questo punto è difficile fare leva dato che Italia e Olanda si sono già scontrare due volte in amichevole negli ultimi due anni.

Una questione, quest’ultima, che emerge anche dalla parole di Tavecchio “Pur senza avere colpe ci siamo messi a disposizione con il sindaco Marino per la Barcaccia, ma più in là non possiamo andare. Le nostre amichevoli sono già finite contrattualmente, è un’idea che ho appoggiato ma dipende dagli olandesi, visto che si dovrebbe giocare a Rotterdam, non a Roma”.

A sperare resta solo Marino

“Ho parlato con il presidente della Figc, che si è dimostrato entusiasta di questa idea. Sono sicuro che riusciremo a realizzarla” aveva spiegato il sindaco di Rima, Marino. Ma se il suo entusiasmo non ha trovato sponda nelle istituzioni del calcio, a dargli sostegno c’è il suo “collega” di Rotterdam, Ahmed Aboutaleb, anche se solo a livello di solidarietà: “Sono in corso diverse iniziative di raccolta fondi, a Rotterdam, ad Amsterdam e anche a Roma, per raccogliere le risorse necessarie a ripagare i danni causati dalla violenza dei tifosi. A voler contribuire sono intellettuali, aziende e singoli uomini d’affari, e renderò personalmente note le offerte tra 72 ore”.