Tra i grandi sponsor del Barcellona, Intel, azienda leader nel settore della produzione tecnologica per l’informatica, emerge come uno dei patrocinatori del club più prestigiosi e noti di tutto il ricco portafoglio blaugrana. Con Intel infatti, l’accordo, stipulato nel dicembre del 2013, vale, secondo i dati Forbes, ben 25 milioni di euro: 5 milioni a stagione spalmati lungo l’arco della durata quinquennale del “patto” (fino al giugno 2018)

Il logo Intel visibile solo all’interno della maglia

L’accordo poggia su di un peculiare “modo” di attivare la relazione tra le due società: il logo di Intel infatti, è finito all’interno della maglia del club catalano ed è visibile solo se un giocatore, dopo una marcatura, sollevasse il fronte della maglia e la piegasse verso l’esterno. Sulla scelta, il pubblico (esperto e non), si è subito diviso equamente tra chi considera la strategia commercialmente molto poco incisiva (a causa essenzialmente della scarsa visibilità del logo), e chi invece, al contrario, reputa l’idea un vero e proprio colpo di genio perchè capace di un “simbolismo” (il fatto che, dopo una segnatura, con la maglia sollevata il logo appare immediato a significare che nel “motore” della squadra vi sia proprio uno dei circuiti Intel) di notevole effetto e coerente anche con il core business della nota azienda americana: la produzione di microprocessori per dispositivi informatici, anch’essi non visibili agli utilizzatori di uno strumento, il computer, ormai diffusissimo su scala globale.

A rischio cifre dell’accordo (o l’accordo stesso)

Il club, tuttavia, ha chiesto a Nike di provvedere alla stampa del famoso simbolo della multinazionale statunitense sul retro della maglie ufficiali e in tutte le “repliche” in circolazione in vendita presso store e negozi della società. Tuttavia, il problema è sorto quando Nike ha comunicato al club alcune difficoltà tecniche che impediscono alla nota marca di abbigliamento sportivo di rispettare gli standard minimi di qualità, e dunque di visibilità, del logo sul retro casacche. Dopo un anno, il problema ancora non è stato risolto: il logo di Intel continua ad esser visibile solo all’interno della divisa e il rischio è che quest’ultima possa cercare una revisione delle cifre, o magari la rottura, dell’accordo.

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