Il futuro dell’Inter passa anche dal content marketing. Non è una brutta parola: è il nuovo corso del pallone moderno. Che magari scontenterà gli amanti del calcio romantico, ma di questi tempi il bilancio è la prima cosa. E i tifosi vengono visto come clienti da coinvolgere in un grande, appassionante prodotto globale. Un mercato nuovo, che per l’Italia è tutto da esplorare: e l’Inter vuole essere tra i primi a sfruttarlo, anche perché il piatto dei ricavi da stadio piange.

Un bacino d’utenza da sfruttare

Quando si tratta di battere una nuova via, la prima cosa da valutare sono le potenzialità. Ecco, l’Inter ne ha diverse. Primo fra tutti, il cosiddetto bacino d’utenza. Secondo le più recenti statistiche stilate in Inghilterra, i tifosi nerazzurri nel mondo sono 49 milioni. Primo è il Manchester United con 354 milioni di tifosi, il Milan è sesto con 99 milioni, la Juve decima con 20 milioni. Nella top five, tre sono inglesi: oltre ai Red Devils ci sono il Chelsea con 135 milioni e l’Arsenal con 113 milioni. Nulla di sorprendente: soprattutto in Asia, i club inglesi sono molti attivi nel ricercare tifosi, anche grazie all’engagement creato attraverso i social.

“Immaginate un fan del Manchester United che abita a Kuala Lumpur e che si chiama Abdul. Non è mai stato in Europa, né tantomeno all’Old Trafford. Però indossa una maglia “pirata” del club, va a caccia di notizie sulla squadra su internet e guarda le partite in un ristorante locale: i guadagni totali da Abdul per lo United sono pari a zero”, spiegava tempo fa su Financial Times Simon Kuper. Con i social media, l’engagement (ovvero il coinvolgimento dell’utente) e il content marketing (stimolare i tifosi con la creazione di contenuti ad hoc) le cose sono destinate a cambiare. Già solo per il fatto che, su 1 miliardo e passa di utenti iscritti a Facebook, 500 milioni sono grandi appassionati di calcio.

La connessione tra ricavi e social activity

Che l’attività social e i ricavi siano connessi tra loro, basta guardare i numeri. Il Real Madrid, prima squadra in Europa per ricavi, nel 2014 ha incassato 343 milioni di euro tra commerciale e matchday: su Twitter ha 14,4 milioni di followers, su Facebook 80 milioni di like e allo stadio una media stagionale di 70mila spettatori.

L’Inter, su questo aspetto, è alquanto indietro. Nel 2014, tra commerciale e matchday, l’Inter ha incassato 78 milioni di euro. Su Twitter ha 700mila followers e circa 4 milioni di like, con una presenza media allo stadio stagionale di 45mila spettatori.

engagement

Le strategie nerazzurre

“L’Inter è una delle squadre con una delle più grandi e appassionate fan base del mondo. Mettendo la commercializzazione della squadra al centro della loro strategia aziendale, sarà migliorata la loro capacità di sfruttare la passione verso il club, trasformandola in nuove entrate”, spiega Ben Kerr. Ovvero l’uomo incaricato da Thohir di aumentare l’engagement con il pubblico (come riportato dal sito sportspromedia.com), per tornare a riempire San Siro e cercare nuovi tifosi in giro per il mondo, stimolandone l’interesse attraverso la rete.

Ben Kerr è il direttore creativo di Somethin’ Else, società con sede a Londra specializzata nella creazione di contenuti ad hoc per il web. Quelli italiani includeranno riprese “dietro le quinte” e video che saranno disponibili solo a San Siro nei giorni delle partite. A livello internazionale, l’obiettivo sarà sulle news corte, fruibili su dispositivi mobili e aggiornamenti disegnati sui differenti mercati locali e in base ai fusi orari. I mercati di riferimento saranno, fra gli altri, Stati UnitiCinaGiappone,Indonesia e Australia.

L’obiettivo sarà quello di aumentare i ricavi dal commerciale e dal botteghino. Sul primo fronte, l’Inter è al lavoro da tempo e in questo senso il rinnovo della partnership con Nike è un punto di partenza importante. Sul secondo, l’Inter lavora per restare a San Siro, non avendo annunciato a breve termine opzioni su un nuovo stadio di proprietà.