Il miliardario cinese Wang Jianlin ha comprato una quota dell’Atletico Madrid tramite la sua società immobiliare, la Dalian Wanda Group. Fin qui nulla di strano, anzi era solo questione di tempo prima che il club spagnolo si unisse ad una società desiderosa di espandere il suo marchio a livello globale, in particolare oggi che i Colchoneros hanno bisogno di soldi per sostenere la loro sfida al Real Madrid e al Barcellona, e, soprattuto ora, diciamo così, che siamo “ai tempi del tramonto delle TPO”.

La Dalian Wanda Group sta pagando circa 44 milioni di euro per una quota del 20 per cento dell’Atletico Madrid, un accordo che prevede, inoltre, dei viaggi su base regolare del club in Cina e lo crescita di giovani giocatori cinesi che potranno acquisire esperienza sia in Oriente sia in Spagna. L’atto di cessione ufficiale a Wang, la cui società gestisce cinema, alberghi di lusso e grandi magazzini, e che sta costruendo anche nuovi parchi a tema, è avvenuto durante l’andata della semifinale di Coppa del Rey disputatasi a Barcellona il 21 gennaio.

Per anni l’Atletico Madrid è rimasto nell’ombra della sorella maggiore Real Madrid, facendosi luce orgogliosamente attraverso la sua capacità di sfornare attaccanti come Fernando Torres, Sergio Agüero, Radamel Falcao e Diego Costa per poi li venderli a club come Liverpool, Manchester City, Monaco e Chelsea. Queste grandi plusvalenze hanno permesso al bilancio dell’Atletico Madrid di rimanere a galla e di permettere al club di vincere il campionato spagnolo e quasi la Champions League nel corso dell’ultima stagione. Gli investimenti orientali nel calcio non sono una novità.  Il malese Vincent Tan possiede il club gallese del Cardiff City, mentre il suo connazionale, il fondatore dell’Air Asia, Tony Fernandes, è il proprietario del club londinese del Queens Park Rangers, mentre l’investitore di Singapore Peter Lim ha appena preso una partecipazione di controllo nel Valencia. Ma Wang li ha superato tutti con la sua partecipazione in un club molto più promettente come lo è l’Atletico Madrid.

L’Asia è la nuova frontiera dell’economia ed è stato facile “rotolare nel mondo del calcio e sfidare i petrodollari dei oncorrenti mediorientali, che hanno già investito in massa in Francia e Gran Bretagna“, come scritto dal New York Times in un bel articolo apparso nell’edizione di ieri. Anche lo stesso Real Madrid, considerato come la squadra più preziosa della mondo, ha espanso il suo merchandising e i suoi diritti televisivi in Oriente, ma l’Atletico Madrid è andato oltre con la vendita di una parte della sua stessa società. “Cinquanta milioni sono un sacco di soldi, anche se riuscirebbe a mala pena adacquistare un braccio o una gamba di grandi stelle del Real, come Cristiano Ronaldo o Gareth Bale. Ma le competenze di business di Wang senza dubbio illumineranno coloro la sala del consiglio al Vicente Calderón di Madrid”, prosegue l’articolo del NYT.

Quando la squadra scenderà in campo contro il Barcellona per la gara di ritorno della Coppa del Rey o contro il Real il 7 febbraio il nome sulle maglie dell’Atletico non sarà “Dalian“, dato che quello spazio è stato venduto, nel 2013, all’Azerbaigian, che sembrava lil veicolo migliore per esporre il marchio Atletico in tutto il mondo. Ma il nuovo accordo con Dalian sembra avere il potenziale per essere molto più duraturo e più solido.

Alberto Lattuada

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