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Chelsea e Turkish Airlines-A settembre dello scorso anno, il “matrimonio” tra la nota compagnia aerea Turkish Airlines e il Chelsea pareva essere cosa fatta: il nuovo main sponsor della compagine londinese sarebbe dovuto essere proprio Turkish; che, in tempi non sospetti, annunciava via Twitter il feeling dal quale sarebbe giunto l’accordo tra le parti: “Lo sapevate che siamo orgogliosi di essere il prossimo sponsor di maglia del Chelsea?”.

Turkish Airlines al posto di Samsung

Il Daily Mail, noto tabloid inglese, proprio a cavallo tra settembre e ottobre, aveva anticipato tutti: secondo il quotidiano infatti, Turkish Airlines avrebbe dovuto prendere il posto del colosso della tecnologia mondiale, la multinazionale coreana Samsung, dalla quale il club di Abramovich incassa circa 23 milioni di sterline l’anno. Poco, troppo poco, per la società inglese specie se, dall’accordo con i turchi, il club avrebbe voluto ottenere cifre vicine a quelle pattuite dall’Arsenal con Fly Emirates, ovvero 38 milioni di sterline. A rafforzare poi l’ipotesi di un imminente legame tra le parti, il ritorno di Didier Drogba a Londra, che, oltre ad essere uno degli idoli indiscussi di Stamford Bridge, (dallo scorso novembre) è uno dei più importanti ambasciatori di Turkish Airlines, in ottimi rapporti da quando il giocatore ivoriano giocava ad Istanbul (sponda Galatasaray). E, di più, si inquadrava nella volontà della compagnia turca di penetrare mercati strategici quali Regno Unito (proprio con il ritorno di Drogba al Chelsea) e Africa, come sottolineava Temel Kotil, amministratore delegato di Turkish.

I motivi della rottura

L’annuncio ufficiale sarebbe dovuto arrivare prima di Natale; tuttavia, secondo Marketing Deportivo, le parti interessate avrebbero interrotto le negoziazioni per motivazioni diametralmente all’opposto. Da parte turca infatti, lo stop alle trattative sarebbe giunto a causa delle eccessive richieste del club inglese: oltre i 30 milioni di sterline l’anno, con un occhio, se non due, alla possibilità di avvicinarsi all’accordo tra United e Chevrolet (da 60 milioni l’anno). Richieste alle quali avrebbe fatto seguito la valutazione del direttivo finanziario turco in merito all’opportunità e alla reale convenienza di legarsi alla squadra allenata da Josè Mourinho. Il club, invece, secondo il portale spagnolo, sarebbe invece rimasto stupito dall’improvviso dietro-front di Turkish, che in realtà, avrebbe inizialmente accettato i termini finanziari proposti dal club londinese. Insomma, una querelle che rischia di far saltare clamorosamente l’accordo: per il Chelsea si tratterebbe di trovare uno sponsor dello stesso spessore nel giro di pochi mesi (anche se le offerte non mancano), anche perché il contratto con Samsung scadrà al termine di questa stagione.

Fabio Colosimo

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