Per le prossime elezioni FIFA, i candidati alla presidenza hanno un mese esatto per decidere se andare o no al voto per salire al vertice dell’organismo che controlla a tutti gli effetti il mondo del calcio. I potenziali contendenti hanno tempo infatti fino al 31 gennaio, cioè quattro mesi prima delle elezioni stesse, per mostrare le loro intenzioni, in un senso o nell’altro, visto che è questo il termine ultimo per ufficializzare le rispettive candidature alla tornata di maggio 2015.

Elezioni FIFA, Champagne è il candidato ufficiale

Finora solo il presente Sepp Blatter (che sarebbe al quinto mandato), e uno dei suoi ex dipendenti di lungo corso, Jerome Champagne, hanno annunciato davvero che intendono candidarsi alla poltrona presidenziale, con Blatter che poi ha sottolineato ai giornalisti giunti a Marrakech per seguire la riunione prenatalizia del Comitato Esecutivo, che in molti “vorrebbero vedere il mio nomenella lista dei contendenti finali. La questione tuttavia è se, per la seconda volta consecutiva, per le elezioni FIFA, lo svizzero finisca nuovamente per non avere figure serie pronte all’opposizione, anche se, da più parti, si sostiene che la rielezione di Blatter sia comunque a rischio.

In quello che sta diventando chiaramente un clima di politica del rischio calcolato, gennaio promette di essere un margine temporale molto interessante: candidati avranno le prossime quattro settimane per fare una valutazione definitiva di quanto sostegno potrebbero ottenere e valutare se soddisfino effettivamente i rigorosi criteri di elezione della FIFA.

I “possibili” candidati alle elezioni FIFA

Se Champagne, per le prossime elezioni FIFA, è considerato un outsider, dal Cile Harold MayneNicholls, l’uomo che ha guidato il team di controllo tecnico di FIFA tra le nove candidature offerte per i Mondiali 2018 e 2022, ha annunciato che sta prendendo in considerazione la possibilità di candidarsi, ma potrebbe anche decidere che la mossa rappresenti un vero e proprio rischio, alla luce del fatto che anche il suo nome è finito sotto inchiesta da parte del comitato etico della FIFA come parte decisiva nel processo di offerta appena citato.

La speculazione sul principe di Giordania Ali bin al-Hussein, il riformista impegnato e appassionato che ha perso la vicepresidenza in primavera, pone la questione se un candidato alternativo ancora sconosciuto esista e se stia attendendo dietro le quinte per entrare improvvisamente nella mischia. Dopo che Michel Platini ha annunciato che non lascerà UEFA, l’Europa è ancora alla ricerca di un “concorrente” credibile per affrontare un mostro sacro come Blatter alle elezioni. Si parla anche di Jeffrey Webb, presidente della Confederazione calcistica del Nord, Centro America e Caraibi, del presidente della confederazione asiatica Salman Bin Ibrahim Al-Khalifa ed il segretario della Fifa Jerome Valcke.

La FIFA in crisi dopo il rapporto Garcia

Un’idea sarebbe che ciascuna delle diverse confederazioni mettesse un candidato come un modo di prendere voti a Blatter. Una “soluzione” che ignora il fatto che lo svizzero è ancora molto popolare in vaste aree del mondo, nonostante la FIFA sia finita in crisi dopo lo scandalo legato ai mondiali di Russia e Qatar e le conseguenti dimissioni di Michael Garcia, il cui rapporto è stato reso pubblico in una versione ridotta rispetto alle originarie 430 pagine.

Dopo due anni di indagini, Garcia  si è dimesso prima che il Comitato esecutivo possa discutere e decidere di pubblicare la sua relazione. Nessun comitato di governance, ricercatore, o collegio arbitrale indipendente può cambiare la cultura di una organizzazione“, ha scritto nella sua dichiarazione di dimissioni.

Blatter, che compirà 79 anni a marzo per anni è apparso intoccabile, ma la sensazione tra molti degli addetti ai lavori a Marrakesh è che egli può aver perso un po’ della sua tradizionale “onnipotenza”. Tuttavia, come detto in precedenza, Blatter può contare su un considerevole sostegno, non ultimo da Africa e Asia, i cui due blocchi di voto sarebbero comodamente capaci di superare quelli dell’Europa.

Una situazione intricata e ancora non si vede chi possa spezzare 17 anni di dominio assoluto.

Fabio Colosimo