Lunedì i soldi per gli stipendi. Martedì la certificazione del pagamento. In caso contrario 2 punti di penalizzazione non una prospettiva esaltante per una squadra che si trova pericolosamente in fondo alla classifica di serie B.

L’unica via di fuga sembra essere il piano di Rinaldo Sagramola, 10 milioni per ricapitalizzare la società, ma alla fine si cercherà di farsene bastare un po’ meno, circa 7, così da portare a termine la stagione e rimettere in carreggiata i conti.

L’ex direttore della Sampdoria Sagramola aveva messo sul piatto 2 milioni, l’operazione di mediazione di Bonometti ne aveva recuperati altri 2. Luca Saleri e Giuseppe Scuola, gruppo Dac, potrebbero mettere sul tavolo altre risorse. Il sindaco Emilio Del Bono ha proseguito nella sua opera di sollecitazione del tessuto imprenditoriale bresciano ed è pronto a mettere a disposizione il sedime del Rigamonti in vista dell’operazione stadio, legata al piano Sagramola. 

Se entro domani non accadrà nulla, si tenterà la via della Fondazione di partecipazione, idea avanzata alcune settimane fa da Aldo Rebecchi. Alla Fondazione potrebbero partecipare tutti, il Comune, con il sedime del Rigamonti, gli imprenditori e i tifosi con le risorse, ciascuno in proporzione alle proprie possibilità. 

Solo pochi giorni fa era andata in fumo la trattativa con l’mprenditore pakistano, Kadir Sheikh Abdul, e banca Ubi aveva comunicato ufficialmente la rottura delle trattative con il manager Riccardo Sagramola che, per conto della finanziaria Profida Italia, aveva a sua volta sottoposto a Ubi Banca un progetto per rilevare e rilanciare il club. Progetto bocciato. Non restava dunque in ballo che la pista pakistana che si era aperta una decina di giorni fa con l’irruzione sulla scena bresciana di Kadir Sheikh Abdul che nei mesi scorsi aveva già tentato di acquistare il Varese prima e la Pro Vercelli poi. Oggi invece Sagramola sembra essere l!ultima speranza delle Rondinelle.

Alberto Lattuada