Per l’FC Sochaux-Montbéliard la conclusione dell’anno potrebbe segnare la fine di un’era. Il 31 dicembre è, infatti, il termine ultimo stabilito dalla casa automobilistica PSA Peugeot Citroën per trovare un acquirente che rilevi la sua quota nel club, fondato nel 1928 dal capo della società, Jean-Pierre Peugeot.

L’intenzione di PSA è quella di rescindere i legami come riportato riportato dalla stampa francese nel maggio di quest’anno. La decisione è dovuta più allo stato delle finanze della Capogruppo e dalla nuova politica del consiglio,ma anche a causa della scarsa stagione del Sochaux, che ha portato alla retrocessione in Ligue 2 nel corso della scorsa stagione.

Colpita dalla crisi economica, che ha visto il declino delle vendite di auto in Europa, la PSA ha riportato gravi perdite, più di 7 miliardi di euro tra il 2012e io 2013, secondo il Wall Street Journal, e la continua sopravvivenza dell’impresa è stata garantita solo lo scorso anno attraverso un piano di salvataggio congiunto da parte del governo francese e dalla società statale automobilistica cinese Dongfeng Motors.

Nel mese di aprile di quest’anno l’uomo chiamato a far tornare l’azienda alla redditività, Carlos Tavares, la cui reputazione di riduttore dei costi nasce da precedenti ruoli con Renault e Nissan, sembra aver fatto capire che ci sia poco spazio in questo nuovo mondo per una squadra di calcio, nonostante ci sia alle spalle una collaborazione più che decennale. I colori del club sono, infatti, il giallo e il blu, mentre lo stemma del Sochaux è il leone Peugeot; quindi, per quelli della regione la separazione tra il club e la casa automobilistica è semplicemente impensabile.

L’attualità, inoltre, sembra molto lontana dai tempi in cui il patrocinio della società ha consentito al Sochaux di diventare il primo club professionistico francese, con i primi successi, tra cui i titoli in campionato nel 1935 e nel 1938, oltre alla vittoria in Coppa nazionale nel 1937. Per non parlare della semifinale di Coppa UEFA nel 1981 persa contro l’AZ 67 che avrebbe poi perso in finale battuta dall’Ipswich Town, e di un altro titolo in Coppa di Francia nel 2007.

Il caso di Sochaux è sintomatico di una tendenza più ampia dei produttori su larga scala sia di globalizzare le loro attività e le loro proprietà sia le loro prospettive. Anche prima della crisi economica l’importanza dello studio a livello locale è in relativo declino. Dall’ospitare 42.000 persone all’interno del suo stadio alla fine del 1970, sulla cui prosperità costruì le fondamenta del successo club, il Sochaux ora ne impiega 12.000. Al momento non vi è alcuna chiara indicazione di qualsiasi acquirente, ma sembra che il Sochaux dovrà adattarsi ad un futuro in cui un ex patron non gioca più un ruolo da protagonista.

Alberto Lattuada

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Alberto Lattuada è nato a Milano e da sempre è appassionato di calcio e finanza. Ha scritto per diversi siti specializzati nel mondo del calcio e del forex. Dal novembre 2013 dedica anima e corpo allo sviluppo e alla crescita del portale CalcioeFinanza.it