L’organo di governo del calcio europeo, la UEFA, ha annunciato che continuerà ad indagare il Monaco per la violazione delle norme relative al Financial Fair Play, mentre all’Olympique Lione è stato chiesto di presentare ulteriori informazioni.

La UEFA ha introdotto il regolamento per la prima volta durante la stagione 2011- 2012 per evitare ai club il fallimento e per aumentare la competitività nel calcio europeo. I regolamenti vietano ai club di spendere più di quello che guadagnano e attualmente possono registrare perdite fino a 45 milioni di euro. Tale somma sarà ridotta a 31 milioni tra il 2015 e il 2018.

Il Club Financial Control Body della UEFA (CFCB) ha terminato la sua prima serie di audizioni con i club in relazione alla chiusura finanziaria del mese di giugno 2014 e ha concluso che dovrà ulteriormente analizzare le finanze di un club transalpino, il Monaco. L’Olympique Lione, un altro club francese, dovrà, invece, presentare ulteriori informazioni entro febbraio 2015 in modo tale che il CFCB sia in grado di analizzare con precisione e valutare la posizione di pareggio del Lione. Il proprietario russo del Monaco, Dmitry Rybolovlev, ha speso 150 milioni di euro nell’estate del 2013, ma il club da allora ha lottato per generare ricavi che soddisfassero le normative UEFA.

Il CFCB sta inoltre monitorando da vicino Roma, Inter, Liverpool, Sporting Portugal, Krasnodar e Besiktas. Per la UEFA, l’arrivo del fair play finanziario è stato un successo fino ad ora. Secondo il sito web della UEFA, i club prima della normativa hanno riportato perdite complessive paesi a 800 milioni nell’esercizio 2013, un netto miglioramento rispetto ai 1,7 miliardi del 2011.

Alberto Lattuada