Penalizzazioni di punti e sanzioni economiche per le squadra di calcio che non si impegnano abbastanza nel frenare la violenza degli ultrà negli stadi. Dopo gli incidenti di Madrid, costati la vita ad un tifoso del Deportivo, la Spagna corre ai ripari con severe misure all’esame della riunione in corso a Madrid delle commissioni delegate della Lega professionale calcio (Lfp) e della Federcalcio spagnola (Fef), alla quale partecipano il presidente del Consiglio superiore dello Sport, Miguel Cardenal, e la direttrice generale dello sport, Ana Muoz.

Faremo una lista ufficiale, con sanzioni economiche e probabilmente anche in ambito sportivo, con sottrazione di punti e retrocessioni di categoria“, ha anticipato Javier Tebas, presidente della Lega professionisti. Contro la violenza verbale negli stadi, con cori razzisti, la Lfp valuta di “chiudere spalti o parti di essi da dove partono insulti e intolleranza di qualunque tipo contro calciatori o tifosi della squadra avversaria“.

Tebas ha ricordato che “ci sono club che non hanno gruppi di ultrà negli stadi perchè già hanno preso decisioni importanti” per allontanarli, “come il Real Madrid o il Barcellona, o l’Espanyol, che ne ha di meno che in passato”.

Fabio Colosimo