Il progetto di David Beckham per portare una squadra di Major League Soccer (MLS) a Miami non starebbe mostrando significativi segni di progresso e il commissario della lega Don Garber martedì scorso ha dichiarato che la situazione, se non si sbloccherà, non può andare avanti per sempre.”

Beckham aveva infatti annunciato nel febbraio scorso che avrebbe esercitato la sua opzione di diventare il proprietario di una nuova franchigia MLS a Miami, e si era attivato per la ricerca di una sede adeguata a supporto di un piano potenzialmente interessante. Ad oggi però, le cose non sono cambiate, e il Gruppo che fa capo all’ex stella di Manchester e Real Madrid non è riuscito ancora a trovare sostegno politico per dare una “casa” alla squadra.

“Certamente questo non può andare avanti per sempre,” ha sottolineato dunque Garber, che ha rifiutato di discutere se l’opzione-Beckham potrebbe essere commutata in un’altra città. Si tratta di una discussione privata in cui ci si riferisce alla specifica opzione e non ho intenzione di entrare in questi dettagli, ma con tutta la buona volontà, questo non è qualcosa che può durare per sempre“.

Il consiglio di governo della MLS ascolterà poi una relazione del comitato di espansione del campionato questo sabato, e Garber ha sottolineato che ci sarebbe l’intenzione di prendere alcune decisioni sulle nuove concessioni nella prima metà del 2015. La Lega crescerà a 20 squadre nel 2015, con l’aggiunta di New York City FC, la seconda franchigia della città, e Orlando City FC a cui seguirà Atlanta e una seconda squadra di Los Angeles nel 2017. Il commissario della Lega ha poi aggiunto che la MLS sta cercando di aggiungere almeno altri tre club entro la fine del decennio e che di recente ha avuto colloqui con gruppi da Minnesota, Sacramento e Las Vegas per coprire la richiesta di calcio proveniente da quelle aree.

Siamo stati anche in trattative con San Antonio, El Paso e St. Louis” ha detto Garber. Tuttavia, Miami resta un obiettivo per il campionato, ma solo se si troverà il luogo giusto per la costruzione di un impianto in un’area strategica.

“Credo che Miami possa diventare un grande mercato MLS se possiamo mettere i pezzi al loro posto. Il gruppo (Miami Beckham United Group) continua a lavorare per cercare di trovare una soluzione allo stadio, la chiave di tutta l’operazione. Un processo difficile e su questo continuano a lavorare duro“.

La questione dunque ruota tutta attorno all’impianto. Come ha scritto C&F lo scorso luglio “la preoccupazione più grande per Beckham riguarda la posizione del suo stadio, in quanto l‘accessibilità dei residenti della città è fondamentale per il suo progetto. La maggior parte del mercato per un club della MLS a Miami si trova entro i confini della città o molto vicino ad essa. Qui sta l’importanza di avere uno stadio in centro, come Beckham ha sottolineato in più occasioni, cosa che renderebbe più facile per i tifosi arrivare alle partite casalinghe attraverso l’uso di sistemi di trasporto pubblico già in atto, aumentando quindi la percentuale di partecipazione all’evento“.

Due proposte, Port Miami e la baia vicino alla American Airlines Arena, sono state respinte, mentre proprio Beckham ha bocciato quella di Little Havana, suggeritagli da Xavier Suarez, commissario della Miami Dade County. In tal senso, Garber ha preso le distanze sulla possibilità di fare pressione diretta sui rappresentanti per aiutare l’ex capitano dell’Inghilterra a concretizzare il suo ambizioso progetto: Noi non stiamo mettendo pressione su nessuno. Quello che facciamo è comunicare al pubblico e ai loro rappresentanti che cosa è necessario per avere successo e, infine, garantire che David possa esercitare la sua opzione di Miami”.

Sono ben consapevole che adesso non c’è molto di più in realtà che possiamo fare e non abbiamo chiesto di fare di più“, ha concluso il commissario MLS.

Fabio Colosimo