“Save Play Del Duca” nasce nel 2014 come una piattaforma di social media, al fine di proporre un complessivo restauro dello stadio “Cino e Lillo Del Duca” di Ascoli Piceno, condividendo il progetto con i tanti tifosi del club bianconero.
Il progetto di rifacimento sarà svolto “step by step” per un totale di quattro fondamentali passi che tenteranno di riportare in auge uno degli storici stadi italiani, che potrà essere goduto dalla città e dai suoi cittadini 7 giorni su 7, grazie anche a nuovi parcheggi, a palestre, a un centro benessere oppure ai punti vendita di merchandising che rispecchieranno le norme ormai tipiche di un moderno stadio europeo.
Calcio&Finanza ne ha parlato approfonditamente con Fulvio Cantalamessa, co-fondatore e designer di “Save Play Del Duca”, che ha voluto subito sottolineare come la nascita di questo importante progetto sorga da un’esigenza cittadina, la scadenza della agibilità della curva occupata dai tifosi dell’Ascoli. “Save the Play Del Duca” parteciperà al bando pubblico, un concorso di idee in scadenza nel mense di giugno, che vedrà l’interessamento al rifacimento dello stadio di Ascoli Piceno da parte di investitori privati. A livello architettonico verranno mantenute le storiche ed iconiche “forchette”, che caratterizzano l’impianto quando fu costruito dall’indimenticato presidente bianconero Costantino Rozzi, mentre i restanti spazi del Del Duca verranno demoliti. “Non vogliamo che il simbolo dell’Ascoli, la V creata da queste “forchette”, sparisca con questo progetto di ristrutturazione, soprattutto ora che Bellini, il nuovo proprietario, ha portato una ventata di aria fresca all’interno di una società che ha passato ultimamente momenti molto difficili”, ci dice Cantalamessa. Dal punto di vista sociale “Save Play Del Duca” cercherà di coinvolgere il più possibile i tifosi dell’Ascoli, attraverso una piattaforma web che permetterà a tutti di partecipare attivamente al rimodernamento della vecchia struttura.
Sotto il profilo economico il progetto preliminare di “Save Play Del Duca” avrà un costo stimato totale di circa 30 milioni di euro, che in un periodo di crisi come quello in cui si trova l’Italia non possono essere considerati pochi. L’idea di Fulvio Cantalamessa e del suo team di lavoro è quella di costruire lo stadio settore dopo settore, con un investimento iniziale di 5 milioni di euro. La prima area del Del Duca ad essere protagonista della ristrutturazione sarà proprio la curva, la cui agibilità, come detto, è quasi in scadenza, cercando di renderla al più presto attiva al 100% con la presenza di store e altri servizi usufruibili da parte del tifoso. “Se ciò non dovesse essere sufficiente”, aggiunge Cantalamessa, “troveremo i fondi attraverso il crowfunding, in particolare con l’associazione “Solo per l’Ascoli”, provando così a mettere in piedi un sistema di gestione ibrido, che vede comunque già la partecipazione del Comune, attuale proprietario dello stadio di Ascoli Piceno, che ha stanziato 2,5 milioni euro per coprire i costi di realizzazione della gradinata”.
Molto interessante anche l’aspetto ambientale verso il quale è rivolto il lavoro del team di “Save Play Del Duca”, che utilizzerà energia rinnovabile per soddisfare quasi tutte le esigenze energetiche dello stadio, attraverso l’installazione di pannelli solari prevista nel parcheggio adiacente la nuova struttura, ma la vera novità è costituita dall’intenzione di installare “isole energetiche”, in grado di produrre energia elettrica attraverso i movimenti dei suoi utenti.
Alberto Lattuada