Joan Laporta è tornato alla ribalta dei media, se mai fosse stato fuori della loro sfera d’influenza. Dopo essere stato sottoposto ad una causa, e per questo licenziato, per le perdite economiche subite dal Bracellona durante il suo incarico di presidente, Laporta nel corso della conferenza stampa indetta per difendere la sua amministrazione si è spinto ben oltre: “Non escludo di potermi presentare alle prossime elezioni”.

Con queste parole rese pubblico ciò che già circolava attreverso diversi rumours, l’ex presidente del Barcellona, il cui mandato si è concluso nel 2010, potrebbe prendere in considerazione un nuovo sbarco in blaugrana. Un ritorno da salvatore di un club che è stato fatto a pezzi a livello istituzionale e che si trova di fronte anche ad un compito impervio a livello sportivo. Nella sua ultima apparizione Laporta ha anche presentato i risultati raggiunti sotto il suo comando: “Abbiamo vinto tutto sportivamente, campionati, coppe, Champions, 2-6 al Bernabeu. La barca che ho lasciato alla fine del mio mandato ora è stata rovinata”. Così Laporta comincia a costruire un ruolo, il ruolo, andando addirittura ad emulare l’attuale presidente degli acerrimi rivali del Barcellona, il Real Madrid, Florentino Perez.

Dopo le sue dimissioni nel febbraio 2006, Ramon Calderon ha assunto il comando del Real Madrid che, pur vincendo due campionati consecutivi, nel 2008-2009 tornò a naufragare dato che non arrivò alcun progresso nell’obiettivo principale, la Champions. Calderon se ne andò ed arrivò Vicente Boluda, che creò un clima di “autodestrución”, qualcosa di molto simile a ciò che viene percepito dal Barcellona ora. In quell’ambiente ostile apparve la figura di Florentino Perez (giugno 2009) contro il quale nessun altro candidato alla presidenza dei Blancos potè nulla. Con un nuovo manager (Pellegrini) e tre super stelle (Cristiano Ronaldo, Kakà e Benzema), svolse abilmente il suo ruolo di salvatore e restituì unità all’interno del Santiago Bernabeu.

Più di cinque anni dopo, anche se con crediti a lungo termine (le elezioni a Barcellona ci saranno solo 2016), Laporta inizia a muovere i primi passi verso le elezioni, che si presume già essere una lunga partita a scacchi.