L’Inter incontrerà l’Uefa a Ginevra per illustrare i futuri piani finanziari. A comunicarlo è stato l’amministratore delegato dell’Inter Michael Bolingbroke durante l’odierna riunione del consiglio di amministrazione della società, durante la quale il manager, recentemente arrivato dal Manchester United, ha fatto il punto sulle relazioni che attualmente intercorrono tra la società e la Uefa riguardo il Fair Play Finanziario.

L’Inter, infatti, essendo tornata a disputare le coppe europee, dovrà adeguarsi alle norme del Financial Fair Play, che in fase di prima applicazione consentono una perdita massima aggregata nell’arco di due stagioni di massimi 45 milioni (a condizione che venga ripianata dagli azionisti). Un limite che il club nerazzurro ha ampiamente superato, considerato che l’esercizio al 30 giugno 2014 si è chiuso con un rosso superiore agli 80 milioni, dopo la perdita di 79 milioni dell’esercizio 2012/13.

Bolingbroke e il management dell’Inter dovranno pertanto fornire all’Uefa informazioni sulle azioni intraprese finora per riportare in equilibrio i conti del club e arrivare finalmente all’autofinanziamento. Per il 204/15, come anticipato da C&F, la società nerazzurra dovrebbe chiudere con un risultato netto negativo per circa 50 milioni, ma l’impegno della dirigenza del club (che andrà poi verificato periodicamente dall’Uefa) a ridurre progressivamente la perdita, facendo crescere i ricavi e riducendo i costi, potrebbe bastare agli sceriffi di Michel Platini.

Il rischio di un’esclusione dalle coppe europee è dunque molto basso, anche perché sia in seno all’Uefa sia all’interno dell‘Eca, l’associazione che riunisce i principali club europei, sta passando una linea più tollerante rispetto all’intransigenza voluta dalle società tedesche (il presidente dell’Eca e del Bayern Monaco, Karl Heinz Rummenigge è un acceso sostenitore del rigore di bilancio).