Sicurezza stadi – Sette euro da parte dei club di Serie A, 5 da quelle della Serie B e 3 da quelle di Lega Pro. È il contributo dovuto per ogni singolo biglietto venduto dai club calcistici per “contribuire ai costi necessari per il mantenimento della sicurezza e dell”ordine pubblico” in occasione di partite di calcio.

È quanto prevede un emendamento presentato da Maria Gaetana Greco (Pd) al disegno di legge “Stadi-migranti” in discussione alle commissione Affari costituzionali e Giustizia alla Camera. Il Partito democratico ha presentato diverse proposte di modifica sullo stesso punto. Un emendamento a prima firma Giuditta Pini punta a inserire nel dl una norma in base alla quale “sono addebitati alle società sportive iscritte ai campionati di calcio delle serie professionistiche A, B o C, tutti i danni arrecati agli impianti o alle infrastrutture di proprietà pubblica” verificati durante lo svolgimento delle partite.

Emanuele Fiano, come anticipato nei giorni scorsi, ha sottoscritto un emendamento che istituisce un contributo che non superi il 3% degli introiti dovuti alla vendita dei biglietti di ingresso come contributo alle spese per il pagamento degli straordinari delle forze dell”ordine impegnati dentro e fuori gli stadi.

GASPARRI: E’ ORA CHE I CLUB PAGHINO PER LA SICUREZZA NEGLI STADI

A favore di un contributo da parte delle società di calcio alle spese sostenute dallo Stato per la sicurezza stadi anche il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri. “Lo Stato si accolla spese per decine e decine di milioni di euro per impiegare personale delle forze dell’ordine negli stadi mentre le società calcistiche incassano tantissimi soldi soprattutto grazie ai diritti televisivi. E’ tempo che queste società si accollino almeno una parte di queste spese per l’impiego delle forze di polizia”.

“Assistiamo al paradosso che il governo nega risorse alle forze dell’ordine che devono lottare per ottenere i dovuti riconoscimenti retributivi e contrattuali e invece c’è chi si avvale delle stesse forze dell’ordine senza spendere nulla e guadagnando fior di milioni soprattutto nelle competizioni internazionali”, ha aggiunto l’ex ministro dei governi Berlusconi. “E’ ora di finirla”, ha poi concluso Gasparri, “Lo Stato ovviamente ha i suoi doveri per garantire la legalità, ma ci deve essere un concorso sostanzioso alle spese. E’ ora di dire la verità e che chi ha i soldi paghi sonoramente”.