Era da due anni e mezzo che ci stavamo lavorando sottotraccia, e solo in primavera siamo riusciti a presentare il progetto. Abbiamo investito centinaia di milioni di dollari in infrastrutture. Le preoccupazioni maggiori riguardano il traffico, e in questo senso ci saranno lavori sulla viabilità, con un ponte pedonale sul Tevere, una stazione della metropolitana da 50 milioni di euro, e così via. Abbiamo osservato gli stadi degli Stati Uniti, ci siamo rivolti ai migliori consulenti sul mercato per trovare una soluzione ai problemi di traffico». Il presidente della Roma, James Pallotta, parla così del nuovo stadio giallorosso, all’edizione inglese di Goal.

Il presidente pensa in grande: «abbiamo scelto l’area dove sorgeva il vecchio ippodromo, un luogo quindi da sempre deputato allo sport. Creeremo una struttura più grande e popolata, in modo da farne il più grande centro di intrattenimento in Europa, con AEG – che già possiede la O2 Arena di Londra – nostro partner. E altre partnership arriveranno. Abbiamo fatto i nostri studi sul traffico grazie ai migliori consulenti, per la parte finanziaria ci siamo appoggiati a Goldman Sachs, per quanto riguarda l’aspetto legale ci siamo rivolti a DLA Piper. Abbiamo scelto sempre il meglio possibile, e AEG concorda nel definirlo il progetto più esaltante al quale abbiano mai lavorato negli ultimi anni».

Mezzi di trasporto potenziati. «L’aeroporto di Fiumicino passerà da 30 a 60 milioni di passeggeri all’anno, e sarà facilmente collegato con il nuovo stadio. Poi ci sarà una nuova circonvallazione, il treno ad alta velocità insieme a un’altra linea ferroviaria locale. In più, lo stadio sorgerà in riva al Tevere e ciò permetterà di sfruttare le vie d’acqua, visto che è grande e profondo abbastanza da poter permettere delle linee di navigazione regolare e di impatto scenografico. In più costruiremo un parco di 50 ettari tra il fiume e lo stadio», ha proseguito Pallotta.

Il numero uno giallorosso cerca di porre poi un freno ad alcune polemiche sulla proprietà dell’impianto. «Il club di fatto possiede lo stadio, perchè gli introiti vanno direttamente al club -sottolinea Pallotta-. Ovviamente quando uno costruisce uno stadio nuovo ha delle incertezze relative ai costi di costruzione, che non possono essere riversate sullo stesso club. Nessuno fa così negli Stati Uniti. L’unico club che ha fatto così per sue ragioni è stata la Juventus. Ma è un’eccezione, non esiste alcuno stadio con un simile struttura di proprietà: non è per un discorso fiscale quanto per la gestione del debito. Per questo deve essere gestito separatamente, ma in fondo è di proprietà degli investitori della Roma, non di James Pallotta».

Il presidente della Roma chiude chiarendo l’obiettivo della società: «La nostra ambizione è quella di diventare una delle migliori squadre al mondo e questa cosa non si può ottenere in un paio di anni. Pensiamo a mettere in campo una buona squadra e siamo sulla strada giusta, ma per il resto il percorso sarà lungo».

Fabio Colosimo

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