“Nel mio programma elettorale ho subito identificato il rapporto con il tifo. Le misure devono colpire nella forma ma anche nella sostanza. E’ facile colpire dove non c’e’ nessuno in trasferta, ma questa e’ una sconfitta del sistema”. Lo ha detto il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, nel corso della sua audizione nell’ambito dell’esame del disegno di legge in materia di contrasto a fenomeni di illegalita’ e violenza in occasione di manifestazioni sportive. “Questo inasprimento – ha aggiunto Tavecchio – e’ stato imposto dalla recrudescenza degli ultimi avvenimenti. Riteniamo che tutte le misure di contrasto abbiano dei risvolti migliorativi, ma anche che provvedimenti adottati vengano incontro all’attivita’ di contrasto studiata. Per quanto riguarda la cultura generale, va fatta una valutazione a mio avviso piu’ ampia”.

Nel suo intervento, il presidente federale Tavecchio prende di mira anche la tessera del tifoso, che cosi’ come e’ concepita andrebbe rivista: “La tessera del tifoso e’ di difficile interpretazione – dice Tavecchio nel corso della sua audizione nell’ambito dell’esame del disegno di legge in materia di contrasto a fenomeni di illegalita’ e violenza in occasione di manifestazioni sportive -. Io sono un istituzionale per natura, debbo difendere l’incolumita’ delle persone serie, che sono quelle che lo sostengono. Abbiamo migliaia di soggetti che pagano fior di quattrini per andare a vedere le partite e poi vengono sanzionati involontariamente. Se ci sono dieci disgraziati ora pagano anche gli altri 90”.

Successivamente, in una nota, il numero uno del calcio italiano ha aggiunto: “Il decreto ha un aspetto molto importante che e’ quello teso ad allontanare i violenti dagli stadi, la formula del Daspo consente di raggiungere questo obiettivo ma come Federazione siamo sensibili nell’individuare forme propositive di dialogo con la parte sana della tifoseria cosi’ come saremo sempre disponibili a proseguire nel confronto e nella collaborazione con tutte le Istituzioni”.