Il Real Madrid festeggia il fatturato record di 603,9 milioni di euro. La giunta direttiva del club illustrerà all’assemblea generale, il prossimo 21 settembre, i risultati dell’esercizio 2013-2014, chiuso con un risultato a dir poco storico per il club madrileno.

Accanto alla Decìma dunque, un altro tassello a dimostrazione della grandezza del club di Florentino Perez, i cui numeri non si fermano qui. I blancos hanno fatto segnare infatti un fatturato superiore del 10,9% a quello dell’annata precedente, già di per sé al top in Europa.

Gli utili netti salgono a 38,5 milioni di euro, +4,4% rispetto allo scorso anno, mentre l’indebitamento netto ammonta a 71,5 milioni, un sostanzioso -21% rispetto all’esercizio precedente.

Numeri poi sottolineati con piena soddisfazione dal presidente merengues: «Per il decimo anno consecutivo, il Madrid è stato l’istituzione sportiva del mondo con le entrate maggiori», ha detto il presidente Florentino Perez, spiegando che nell’ultimo quinquennio la società ha acquistato giocatori per 559 milioni e ha effettuato cessioni per 289 milioni. In media, ogni anno la campagna acquisti si è chiusa con un disavanzo di 54 milioni.

Perez ha evidenziato che, nell’esercizio 2013-2014, il Real ha versato 167 milioni all’erario. La società «è in regola per quanto riguarda gli obblighi fiscali». Per migliorare ulteriormente i conti, ha aggiunto Perez, si può puntare ancora sui diritti televisivi. «Ritengo si possa ottenere molto più denaro, perché questo è il miglior campionato europeo e le cifre sono molto diverse rispetto a quelle dell’Inghilterra. La differenza tra Premier League e Liga è sproporzionata. È cruciale il tema degli orari delle partite, perché i match si possono vedere di mattina in altre parti del mondo».

Real Madrid e Barcellona dominano quando si tratta di dividere la torta complessiva: «La ripartizione non sarà un problema», dice Perez escludendo attriti con gli altri club.

Fabio Colosimo

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