Il documento di Sky in possesso di AdnKronos prosegue poi con un focus più dettagliato sugli stadi e i problemi legati alla sicurezza, ciò che Sky appunto, come riportato nel precedente estratto, considera di fondamentale importanza:”Non va dimenticato il problema della violenza. Molte società hanno legami pericolosi con la malavita organizzata o, semplicemente, con frange di ultrà violenti. Il problema della violenza del calcio italiano è stato affrontato da sempre nell’ottica dell’ordine pubblico, la tutela del quale non è riuscita ad evitare accoltellamenti dentro e fuori gli stadi, diventati sempre più luoghi desolanti e pericolosi, impraticabili per le famiglie e per i tifosi «light».

Come insegna il caso degli hooligans inglesi negli anni ’80, prosegue il documento, “i primi controllori della violenza devono essere le società, quanto meno come contropartita dei milioni di euro spesi ogni domenica per un servizio di ordine pubblico, che comunque ha necessità di essere espletato in maniera efficiente e garantire il rispetto delle norme vigenti. Da questo punto di vista lo stadio di proprietà è un tassello importante perché permette un maggiore controllo da parte delle società su chi può accedere all’evento”. Il capitolo delle infrastrutture è di fondamentale importanza per l’intero sistema.

“Se lo stadio è ‘la casà di ciascun team, oggi questa abitazione è, nella maggior parte dei casi, paragonabile ad una pensione a due stelle: scomoda, talvolta diroccata, di proprietà di terzi poco interessati alla sua valorizzazione, inadeguata alle esigenze del pubblico e delle società, scarsamente sicura. La maggior parte degli impianti sportivi risale ai mondiali di Italia ’90: stadi costruiti con criteri lontani da quelli ottimali”.

La soluzione, secondo l’emittente satellitare, sarebbe “una nuova generazione di impianti sportivi, progettati e realizzati sulla base di strategie di sviluppo del proprio business da parte delle squadre, è dunque indispensabile per tornare ad avvicinare il calcio ai propri tifosi, riportando le famiglie sugli spalti e allontanando invece le frange più estreme del tifo dallo spettacolo che il calcio può offrire«. Ma la costruzione di nuovi impianti “non può essere considerata come la soluzione taumaturgica di tutti i mali. Lo sviluppo di nuove infrastrutture, semmai, potrebbe rappresentare il punto di arrivo di un processo di risanamento più ampio, più che il punto di partenza, o al massimo, procedere di pari passo con esso”.

Una candidatura dell’Italia ad ospitare gli Europei del 2024 potrebbe fungere da stimolo per fare le riforme necessarie in tempi ragionevoli ed essere l’obiettivo di tutti i player di questa straordinaria industry” conclude Sky con quella che sarebbe una delle possibili chiavi per avviare riforme e cambiamenti nel calcio italiano.

Fabio Colosimo