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L’attuazione del Far play finanziario in tutta Europa sta generando buoni risultati operativi, soprattutto nel calcio spagnolo, tanto da diventare uno dei principali motivi dell’implementazione dei regolamenti sulle finanze dei club. Che, è bene ricordarlo, prevede necessariamente equilibrio nelle entrate e nelle spese delle società, e nel caso di debito, che sia ovviamente sostenibile (e solvibile).

Intanto la LFP, la federazione spagnola, ha informato i club che il debito maturato dal calcio professionistico al termine della stagione 2013/2014 con l’Agenzia delle Entrate (AEAT) è 482 milioni di euro, ben 165 milioni euro in meno rispetto alla passata stagione: il che significa una riduzione del 25 per cento, perché, alla fine della stagione 2012/2013, al 30 giugno, il debito corrispondente ammontava invece a 647 milioni di euro.

Sulla base di questo processo, la LFP ha rispettato le disposizioni per le quali si dovesse giungere ad una cospicua riduzione del debito stesso, e cioè almeno di 120 milioni di euro. Real Madrid e Barcellona sono ovviamente i club che generano la più alta percentuale del debito complessivo, la cui solvibilità economica ne facilita il pagamento. Le piccole squadre, invece, da parte loro, hanno contribuito notevolmente al miglioramento della sostenibilità del calcio iberico attraverso una migliore supervisione e il controllo del tema.

Sette squadre invece sono in netta difficoltà: ognuna con le sue peculiarità, ma a preoccupare ci sono due club di Prima divisione (Espanyol e Getafe) e cinque di Segunda (Racing, Murcia, Recreativo, Saragozza e Sporting) la cui iscrizione ai rispettivi campionati rimane incerta. Tra questi, i club a maggior rischio sono il Racing e il Recreativo: i dirigenti della prima squadra hanno viaggiato a Madrid per ritirare l’esito del ministero, senza però prevedere il pagamento immediato di sei milioni, e nonostante i 4.2  già rimborsati e un accordo per pagare gli altri nove; mentre la seconda, anche se ha accettato anch’esso di pagare il suo debito in sette anni, da 8,5 milioni di euro, nonostante tutto, la sua situazione si è tuttavia complicata notevolmente.

Il Tesoro continua dunque a negoziare con questi club senza avere troppe speranze, come d’altra parte accade con Espanyol, Getafe e Murcia, con quest’ultimo a navigare in acque più inquiete rispetto alle prime due, nonostante il versamento di 1,8 milioni avvenuto di recente, e nonostante l’approvazione del fisco murciano di ottenere gli altri 12 milioni in cinque anni.

Fabio Colosimo