Così come il suo predecessore David Moyes si trovò nell’ingrato compito di sostituire Alex Ferguson preparando una stagione disegnata e progettata tutt’altro che secondo i suoi programmi, anche Luois Van Gaal si trova adesso nelle medesime condizioni: e cioè, quella di dover sacrificare la preparazione della sua squadra alle strategie di marketing che vedono protagonista il Manchester United.

Lo staff olandese infatti non è convinto dei numerosi tour estivi in giro per il mondo, e si è lasciata andare a forti critiche su quello che è un vero e proprio condizionamento della preseason orientata prevalentemente a soddisfare i diversi compromessi commerciali che coinvolgono il club con i top partners con cui si è legato in proficue collaborazioni. In realtà, i viaggi di squadra e staff stravolgono quello che sarebbe stato il piano dell’allenatore: pochi spostamenti, brevi, in zone fresche.

Tours americani e asiatici

Van Gaal ha trovato tutto il contrario. L’accordo con la GM, da 40 milioni di dollari l’anno, ad esempio, è stato un argomento più che sufficiente per vedere la presenza dei Red Devils negli Stati Uniti, con tappa obbligata a Detroit, sede della multinazionale americana. GM ha fatto sapere che la partnership stretta con lo United è stato un passo fondamentale per consolidare il brand in Nordamerica, ma, soprattutto, per aggredire un mercato altamente attraente come quello asiatico, in cui sarà lo stesso club dei Glazer a dover rendere secondo le aspettative della nota casa automobilistica americana.

Anche AON ha sostenuto la presenza della squadra negli Stati Uniti. Un vincolo che i vertici della compagnia considerano chiave, quello con lo United, nonostante l’addio alla sponsorizzazione ufficiale sulle casacche a partire da questa stagione. Anche perché, i dati a partire dal 2010, anno in cui è stata vincolata la collaborazione con la società inglese, dicono che la compagnia statunitense ha visto una crescita esponenziale dei fatturati, il consolidamento nei mercati quali quello interno e, ovviamente, quello asiatico. Con la consapevolezza che tutto questo è arrivato grazie al legame stretto con un colosso del football come il Manchester.

Detto questo, il malcontento del tecnico olandese ciò non cambierà l’enorme peso che l’aspetto commerciale riveste all’interno delle strategie del club. Il che testimonia l’inevitabile ascesa del marketing nel mondo del calcio, divenuto ormai una priorità assoluta.

Fabio Colosimo

 

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