Sono sempre più insistenti le voci che vorrebbero Angel Di Maria lontano da Madrid: per lui si continua a parlare di una più che possibile cessione in Francia, a fronte di una faraonica offerta del Psg, sia al calciatore che al club blancos. Il vero, grande, ostacolo, alla realizzazione dell’operazione è però Carlo Ancelotti il quale, come riporta stamattina il quotidiano sportivo As, non avrebbe nessuna intenzione di rinunciare all’argentino.

Il motivo è presto spiegato: Di Maria infatti, utilizzato nell’inusuale ruolo di interno sinistro, è stata la grande scoperta di Ancelotti della passata stagione, ciò che ha permesso effettivamente al tecnico italiano di cambiare marcia e di lanciarsi all’inseguimento della Decìma. Per l’emiliano dunque, Di Maria è, e rimane, una pedina fondamentale del suo scacchiere tattico, tanto che in due distinte occasioni, secondo As, il tecnico ne bloccò una cessione quasi certa: la prima in estate, quando l’ex Milan preferì tenersi il sudamericano piuttosto che puntare tutto sull’estro di Mesut Ozil (che poi firmò per l’Arsenal); la seconda quest’inverno, quando per il giocatore si aprì la ricca possibilità Monaco.

Due volontà opposte: da una parte dunque quella dell’allenatore, che non vuole perdere il suo giocatore tatticamente più prezioso; dall’altra quella del calciatore stesso che, come scrive il giornale spagnolo, non si sente valorizzato e stimato dalla dirigenza del club. Una controversia che As paragona un pò a quella che si verificò, sempre a Madrid, nel 2009, quando allenatore delle merengues era Manuel Pellegrini. Oggetto della discordia, la cessione di Arjen Robben al Bayern Monaco. Alla fine, l’olandese andò in Germania, vincendo, in quello stesso anno, campionato e Coppa nazionale, raggiungendo, da protagonista, la finale di Champions League (persa contro l’Inter) e poi quella dei Mondiali in Sudafrica.

Una storia, tra corsi e ricorsi, che Ancelotti non vuole che si ripeta.

Fabio Colosimo