Negli ultimi anni, un solo club in tutto il panorama europeo ha proposto un modello che miscela alla perfezione il concetto di rivalorizzazione tecnica a quello di solidità economica. Il Porto, infatti se, da una parte, ha contribuito notevolmente all’accrescimento di numerose stelle che oggi nobilitano il calcio internazionale, dall’altra ha sempre saputo come rinnovarsi e mantenersi competitivo senza mai perdere di vista i vincoli del suo bilancio.

Il club biancazzurro è davvero un caso unico, in tutta Europa, di virtuosismo, economico appunto, applicato al football: solo tra il 2002 e il 2013 i portoghesi hanno infatti guadagnato ben 611 milioni di euro dalla vendita di quei giocatori esplosi in diverse annate, tra i quali ricordiamo sicuramente Falçao (per 40 milioni), Hulk (per 60 milioni), James Rodríguez (45 milioni), Pepe (30 milioni), Moutinho (25 milioni), a fronte dei pochi spesi per portare questi talenti in Portogallo.

Il Mondiale brasiliano è stata per il Porto un’altra vittoria. I club di mezza Europa, infatti, ora cercano i suoi assi dopo un torneo dove hanno ben figurato e riguadagnato ulteriore valore: si tratta di Jackson Martinez, Juan Quintero, Hector Herrera. Tre pezzi da novanta le cui valutazioni oscillano, oggi, tra i 30 e i 40 milioni e che, probabilmente, tra quest’anno e il prossimo, rafforzeranno le fila di quei giocatori lanciati a Oporto e poi rivenduti a peso d’oro in Premier League oppure nella Liga spagnola.

Fabio Colosimo