Rangers

Le autorità fiscali britanniche hanno perso la loro battaglia dove sostenevano che i pagamenti effettuati ai giocatori e agli altri dipendenti dei Rangers Glasgow sarebbero dovuti essere imponibili. HM Revenue and Customs avevano presentato ricorso contro l’uso degli “Employee Benefit Trusts (EBTS)”, in quello che è stato soprannominato in Scozia come il Rangers  Tax Big Case ‘; le autorità sostenevano che i pagamenti sarebbero dovuti essere imponibili, ma il Gruppo Murray, che già possedeva i Rangers, ha insistito sul fatto che fossero solamente dei prestiti.
La FTT,  un tribunale fiscale di primo livello, aveva emesso un verdetto, con un 2-1 di maggioranza, che ha favorito, in linea di principio, il Gruppo Murray nel novembre 2012, e ordinò che i 46.2 milioni di sterline richiesti dalla HMRC, circa tre quarti dei quali facevano riferimento al club liquidato, venissero sostanzialmente ridotti”. Nella sentenza, che non ha alcun impatto sul regime attuale dei Rangers, si legge: Il ricorso è respinto, tranne per quanto riguarda i pagamenti di terminazione“.

Una lunga scalata

IRangers, uno dei club con più supporters in Europa, è costretto in amministrazione controllata dal febbraio 2012 per il mancato pagamento di imposte pari a circa 14 milioni di sterline. HMRC ha successivamente respinto le proposte per un accordo con i creditori che avrebbero impedito ai Rangers di andare in liquidazione, con le attività del club che sono state poi vendute costringendoli a ricominciare la propria vita sportiva nelle serie inferiori scozzesi ai sensi delle norme in materia di insolvenza. Dopo l’ultima sentenza, un portavoce della Murray International Holdings ha dichiarato: “Siamo soddisfatti che la UTT (un alto tribunale) abbia pubblicato la sua decisione ampiamente attesa. Siamo soddisfatti della sentenza che lascia ancora una volta la responsabilità fiscale trascurabile e supporta in modo schiacciante le viste collettivamente e costantemente tenute dai nostri consulenti legali e dalla MIH stessa. Non vi può essere dubbio che nonostante il parere giuridico favorevole, i potenziali acquirenti siano stati comunque dissuasi dal perseguire il loro interesse in un periodo in cui stiamo commercializzando la cessione della partecipazione di MIH. Il caso ha anche stimolato ampi commenti sulla stampa e sui social media, con discussioni e speculazioni, che ha generato mal informazione. Nonostante tutto questo è evidente che il Rangers Football Club non sarebbe andato in amministrazione controllata o in liquidazione qualora l’acquirente avesse adempiuto ai suoi obblighi e alle responsabilità contrattuali. Simile alla risoluzione del ricorso UTT, ci auguriamo che le autorità competenti concludano le indagini e il procedimento alla prima occasione“.

Alberto Lattuada