Sulla partita in corso per l’assegnazione dei diritti del campionato di Serie A nel triennio 2015-18, botta e risposta Sky e Mediaset dai teleschermi. Ieri, nel corso del pre partita di Italia-Costa Rica, sui canali Sky è stato trasmesso un messaggio letto dalla conduttrice Ilaria D’Amico che richiamava al rispetto delle regole

Ilaria D’Amico ha fatto notare: “Il calcio è la grande passione di Sky. Tra le caratteristiche che ci permettono di amare così tanto questo sport c’è il fatto che si basa su principi chiari, per esempio quello che chi segna più gol rispettando le regole alla fine dei 90′ vince, sempre. In questi giorni si sta giocando un’altra partita, fondamentale per il futuro del calcio italiano: quella dei diritti televisivi della Serie A. Noi qui a Sky continuiamo a pensare che anche questa partita si giocherà in maniera seria, trasparente e corretta e che quindi questi diritti televisivi verranno assegnati a chi ha segnato più gol e quindi merita di vincerli”.

La conduttrice della pay del magnate australiano Rupert Murdoch, ha proseguito dicendo che “è importante non cambiare le regole, èimportante per il futuro del calcio italiano, per le tante migliaia di persone che ci lavorano, per i giocatori che giocano in campo, ma soprattutto per i milioni di tifosi che vivono di passione, di gioia, di tristezze, di cuore e anche del rispetto delle regole nelle quali bisogna continuare a crescere

Oggi, all’interno dell’edizione delle ore 13.00 di «Sport Mediaset», condotta da Mino Taveri su Italia 1, la risposta di Mediaset. «Alla vigilia della settimana decisiva, lunedì 23 giugno è prevista l’assemblea della Lega, Sky, che, nella metafora della partita, è giocatore in campo esattamente come Mediaset, ha affidato a Ilaria D’Amico un appello il cui senso è questo: vince chi segna di più rispettando le regole. Ecco, il punto sono proprio le regole, che non possono essere evocate per gli altri e disattese in proprio. In una partita ideale, nel calcio cosiddetto pulito, il giocatore non può essere anche l’arbitro, tanto meno può dire come si deve arbitrare. Se poi si richiama l’essenza dello sport solo come vittoria a suon di gol, i gol devono essere fatti con regole condivise da tutti, con un soggetto terzo che sancisce falli, rigori, cartellini gialli e rossi e i fuorigioco. Soprattutto quando in fuorigioco ci finiscono, oltre ai giocatori, anche i discorsi in televisione” ha il conduttore di Mediaset