Gli organizzatori della Coppa del Mondo del Qatar sono stati rapidi a rispondere alle accuse di corruzione pubblicate domenica dal quotidiano inglese Sunday Times, dicendo che il comitato di candidatura non ha infranto le regole e che Mohamed bin Hammam non faceva parte della squadra di offerta. Le rivendicazioni su presunti pagamenti segreti effettuati a funzionari africani di alto rango per garantire alla Confederazione asiatica di calcio del Qatar di ottenere il favore e il sostegno per la candidatura del paese arabo sono “senza dubbio infamanti”, in quanto lo stato del Golfo ha registrato una schiacciante vittoria (14-8) nel dicembre 2010.

Le distanze da Bin Hammam

Il Qatar ha precisato che Bin Hammam non aveva niente a che fare con l’offerta di per sé, prendendo così le distanze dall’ex vice-presidente della FIFA. “Il Comitato Bid per Qatar 2022 ha sempre sostenuto i più alti standard di etica ed integrità nel suo tentativo di successo per ospitare la Coppa del Mondo FIFA 2022”, dice la nota. “Per quanto riguarda le ultime accuse fatte dal Sunday Times, diciamo ancora una volta che Mohamed Bin Hammam non ha svolto alcun ruolo ufficiale o non ufficiale nella ommissione giudicatrice del Qatar. Come nel caso di ogni altro membro del Comitato Esecutivo della FIFA, il nostro team di offerta doveva convincere il signor Bin Hammam. I meriti sono della nostra offerta”. Il procuratore del comitato etico della FIFA Michael Garcia dovrà incontrare i funzionari del Qatar e la dichiarazione ha aggiunto: “Stiamo cooperando pienamente con l’inchiesta in corso del signor Garcia e rimaniamo assolutamente convinti che qualsiasi indagine obiettiva si concluderà confermando che abbiamo vinto la gara per ospitare la Coppa del Mondo FIFA 2022 senza brogli”.