Dodici pullman di tifosi del Frosinone sono in viaggio verso Perugia per assistere alla sfida decisiva del campionato di Lega Pro, Girone B, in programma nel pomeriggio al Renato Curi. Centinaia di sostenitori canarini con bandiere e striscioni sono partiti stamattina per raggiungere la città umbra e ‘spingerè la squadra di Roberto Stellone al ritorno nella serie cadetta. Al Curi è previsto il pienone per 90′ tutti da vivere, che valgono la promozione in Serie B. Il Perugia è in testa con 53 punti, uno in più della squadra ciociara che ha quindi un solo risultato a disposizione per raggiungere la B. La partenza dei pullman è avvenuta in Piazzale Europa, tra entusiasmo e primi cori. In tanti raggiungeranno Perugia in auto. «Una risposta significativa da parte dei supporter canarini e di tutta la città – fanno sapere gli esponenti della curva nord del Frosinone – che credono nel sogno chiamato Serie B». Per chi non sarà a Perugia è stato allestito un maxischermo al Fornaci village, grazie all’iniziativa del Comune e al contributo di alcuni esercizi commerciali. Oltre al village, nel capoluogo ciociaro si prevedono tifosi nei bar e nei ristoranti per seguire dalle 15 la partita in tv.
Chi vince al Curi l’ultima sfida della regular season vola in serie cadetta Camplone, tecnico degli umbri, alla vigilia del big match ha dichiarato: “La squadra sta bene e ha lavorato tranquillamente. E’ una partita che non capita a tutti, che ci invidiano perché allo stadio ci saranno 22mila-23mila persone, abbiamo riportato entusiasmo. Ci manca l’ultimo sforzo per entrare nella storia di questa città.

Il risveglio da un grande incubo

Leonardo Covarelli sembra ormai un lontano ricordo. L’imprenditore perugino accumulo’ un monte di debiti elevatissimo sia con il Pisa Calcio 1909 che con il Perugia Calcio 1905, dichiarato fallito nel 2010.
La seguente asta per salvare la società umbra non ebbe esito positivo e permise quindi al club di mantenere la propria presenza nel calcio professionistico. I debiti privilegiati da dover sostenere ammontavano a circa 5 milioni di Euro, una cifra probabilmente anti-economica per molti imprenditori dover investire una cifra del genere per l’acquisto di una società di calcio in un campionato privo di entrate televisive e con gli stadi mezzi vuoti.
L’errore, forse, fu quello di tentare di salvare il Perugia solo a un mese dalla fine del campionato, mentre era sotto gli occhi di tutta la città la situazione di difficoltà economica in cui versava la società di Covarelli.
Già nel 2009 ci furono problemi di iscrizione, risolti grazie all’intervento di un istituto di credito umbro che produsse una fidejussione da diverse decine di migliaia di euro per salvare la stagione. Ma ora con il Frosinone l’incubo può trasformarsi degnamente in un grande sogno che si chiama Serie B.

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