Il 24 novembre, con il 2-0 sul campo del Livorno, i torinesi mettono la freccia e si prendono il primo posto che non molleranno più. Il 5 gennaio, allo Juventus Stadium, la Roma viene demolita per 3-0 e precipita a -8. Da lì in poi, il gap tra le prime due della classe non si riduce più. I campioni d’Italia, bocciati in Champions League con l’eliminazione nella fase a gironi, sono costretti a ripiegare sull’Europa League. Gli impegni internazionali del giovedì non si rivelano un handicap, anche se la squadra non sempre è brillante e i risultati sono legati a doppio filo ai lampi dei big: Carlos Tevez (finora 19 gol) e Fernando Llorente (15) regalano a Conte una dote preziosissima di reti e punti. Al pareggio di Verona, nel 24° turno, fanno seguito 7 vittorie che consentono di portare il vantaggio sulla Roma a 11 lunghezze prima del secondo passo falso del torneo. La Juve cade a Napoli, il margine scende a 8 punti. Non scatta nessun allarme, perchè la Vecchia Signora riparte con un altro poker di successi: cadono Livorno, Udinese, Bologna e Sassuolo. La Roma vince sempre, colleziona 9 successi di fila ma non riesce ad accorciare le distanze. A Catania, i giallorossi frenano e alzano bandiera bianca: la Juve si tiene lo scudetto.

Pensare anche all’Europa

E adesso, bisogna vincere in Europa. O almeno provarci. Il terzo scudetto consecutivo certifica la supremazia interna della Juventus e, contemporaneamente, obbliga la Vecchia Signora a lasciare il segno oltre i confini nazionali. Il tricolore 2013-2014 è il coronamento di una marcia impressionante in Italia, a cui però ha fatto da contraltare un viaggio altalenante e incompleto in Europa. La Juve ha fatto flop in Champions League affondando nel pantano di Istanbul e incassando una sorprendente eliminazione nella fase a gironi. Poi, ha sprecato un’enorme occasione in Europa League fallendo la qualificazione alla finale che si giocherà proprio allo Juventus Stadium. Nel complesso, la formazione di Antonio Conte ha mostrato tutti i suoi limiti in eurovisione, vincendo solo 3 delle 7 partite internazionali giocate tra le mura amiche. Nel mirino della critica è finito il collaudato 3-5-2 che ha griffato sinora il triennio tricolore. L’assenza di esterni offensivi ha impedito alla Vecchia Signora di utilizzare con continuità il 4-3-3, provato solo nella sfida pareggiata 2-2 con il Real Madrid. Il mercato estivo dovrà aprire una ‘fase 2’ che, salvo sorprese, non coinvolgerà la panchina. Il contratto di Conte scade nel 2015 e il nome del tecnico negli ultimi mesi è stato accostato a club stranieri.