Una clamorosa indiscrezione proveniente dalla Spagna rischia di scuotere il prossimo calciomercato. Secondo il quotidiano El Confidencial, il Manchester City sarebbe pronto a offrire 200 milioni di euro per strappare Leo Messi al Barcellona. Il club inglese sarebbe di datto disposto a pagare per interlo la clausola rescissoria del contratto che lega la Pulce al club blaugrana. Sempre secondo El Confidencial, a Messi andrebbe poi un ingaggio mostruoso da 25 milioni di euro a stagione. Il padre Jorge Messi e l’entourage che ne cura gli interessi avrebbero già avuto i primi contatti con emissari del club inglese, che avrebbero illustrato il progetto e le garanzie finanziarie per chiudere l’operazione.

Messi, sfida il Mnachester City in Champions
Messi, sfida il Mnachester City in Champions

Il caso del Fair Play Finanziario

Il Manchester City saprà il mese prossimo se verrà punito per aver violato le regole del Financial Fair Play dell’Uefa; l’Organo di governo del calcio europeo ha confermato che verranno resi pubblici i nomi delle squadre colpevoli di “avidità, spese sconsiderate e follia finanziaria”, ammettendo anche che si aspetta una ondata di sfide legali in contrasto alle possibili sanzioni che verranno elargite.
Il club di Manchester, di proprietà del ricco vice primo ministro degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Mansour bin Zayed bin Sultan Al Nahyan, ha registrato una perdita di 58 milioni di sterline nel 2013, che combinata con la perdita di 98 milioni dell’anno precedente, ha segnato una perdita totale di più di 156 milioni. Questa è ben al di sopra della soglia di 45 milioni imposta dalla UEFA.
Tuttavia, per sfuggire alle pene legate alle regole del FFP, basta che lo sceicco Mansour metta 151 milioni della propria ricchezza nel club del Manchester City per sfuggire a qualsiasi sanzione da parte dell’UEFA.
L’affare Messi, dunque, si può fare. Alle porte si prospetta una autentica asta tra il club di Manchester e il Paris Saint-Germain che da tempo è sulle tracce del giocatore. A giocare a sfavore del club transalpino, però, le nuove norme fiscali che su contratti così onerosi prevedono un prelievo molto più alto rispetto all’Inghilterra.